Le nuove regole sulla riparazione incassano il favore delle associazioni artigiane bresciane, che chiedono di mettere i piccoli laboratori nelle condizioni di lavorare. Ricambi accessibili e informazioni tecniche disponibili sono le richieste che accompagnano il sì al provvedimento, visto anche come un’occasione per valorizzare competenze e creare occupazione e sostenere le botteghe.
L’Associazione artigiani
Elena Calvetti, presidente dell’Associazione artigiani di Brescia e provincia, porta l’esempio di una lavatrice fuori garanzia con la pompa di scarico guasta: il tecnico indipendente deve poter trovare il pezzo e le informazioni necessarie senza essere penalizzato rispetto a un centro autorizzato. «Accogliamo positivamente questo provvedimento, ma chiediamo che il diritto alla riparazione diventi anche una reale opportunità per gli artigiani indipendenti – afferma –. Riparare deve essere un diritto per i cittadini e un lavoro dignitoso, riconosciuto e sostenibile per gli artigiani».
Confartigianato Imprese
Anche Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia, parla di «un passo avanti importante per i consumatori, per l’ambiente e per le nostre imprese artigiane». Perché la possibilità diventi concreta chiede ricambi a prezzi accessibili, informazioni tecniche per i riparatori indipendenti e incentivi. «Il diritto dei cittadini a riparare deve andare di pari passo con la possibilità, per le piccole imprese, di farlo davvero» sottolinea.
Cna Brescia
Giordano Apostoli, presidente di Cna Brescia, vede nelle nuove regole «una leva concreta di sviluppo per le imprese dell’installazione, della manutenzione e della riparazione». Per Cna si possono aprire spazi di mercato valorizzando professionalità già presenti nel territorio. «La transizione verso un’economia circolare passa anche da qui: dalla possibilità di riparare anziché sostituire, e dal riconoscimento del valore economico del lavoro qualificato» conclude.



