Quando trovare un ricambio diventa un’impresa, un elettrodomestico guasto rischia di finire tra i rifiuti prima ancora di sapere quanto costerebbe aggiustarlo. Per Roberto Loda, presidente di Federconsumatori Brescia, le nuove regole possono offrire ai cittadini un’alternativa, ma occorre chiarire come funzioneranno nella pratica.
«Dal punto di vista dei consumatori dovrebbe essere un vantaggio, una conquista. Certo, è da chiarire tutta la procedura» osserva. L’associazione ha ricevuto la comunicazione sul provvedimento e sta approfondendo le modalità con cui i cittadini potranno far valere le nuove tutele. Il giudizio è favorevole, ma l’attenzione si concentra sulle difficoltà che le famiglie incontrano quando cercano di recuperare un prodotto.
Le difficoltà
«Attualmente si fa molta fatica a riparare», sottolinea Loda. Nella sua analisi pesano la difficoltà di accedere alle informazioni tecniche e quella di reperire i pezzi necessari. Senza sapere dove trovarli e senza le indicazioni per intervenire, la scelta di acquistare un altro apparecchio può sembrare quasi obbligata. «Uno si sente quasi costretto a buttare via l’elettrodomestico» spiega. Per Federconsumatori il cambiamento passa dalla disponibilità dei ricambi a prezzi equi e accessibili, insieme alle informazioni tecniche. Sono strumenti che possono rendere possibile la riparazione e consentire al cliente di valutarla prima di decidere.
Anche conoscere costo e durata del lavoro aiuta a decidere se far aggiustare un oggetto oppure sostituirlo. Restano quindi da approfondire i passaggi: a chi rivolgersi, quali informazioni chiedere e come ottenere una risposta quando si vuole provare a dare una seconda vita al proprio elettrodomestico.



