Il giardinetto pubblico e la targa intitolati a Sergio Ramelli a Maclodio sono stati deturpati il giorno dopo l’inaugurazione ufficiale. Un atto che ancora non ha dei responsabili e che giunge il giorno in cui lo studente 18enne, ucciso da esponenti di Avanguardia Operaia nella primavera del 1975 per aver scritto un tema contro le Brigate Rosse, avrebbe compiuto 70 anni. E a non farsi attendere sono state le reazioni della politica.
Il sindaco
«Tale gesto è l’espressione proprio della viltà e dell’infamia che si contrappongono agli ideali per i quali si deve onorare la memoria di Sergio Ramelli. Le forze dell’ordine, ovviamente, si sono già attivate affinché i responsabili siano individuati. Responsabili che devono essere puniti – ha dichiarato il sindaco di Maclodio, nonché vicepresidente provinciale di Fratelli d’Italia, Simone Zanetti –. È possibile imbrattare e danneggiare materialmente una targa di marmo, ma non è possibile imbrattare e danneggiare idealmente la verità e la volontà di onorare simbolicamente la memoria di Sergio Ramelli e di ciò che rappresenta. Sia chiaro, inoltre, che personalmente alcuna azione di presunta intimidazione mi può minimamente scalfire».
Le reazioni
«La notizia ci ha riempito di sdegno e pone in evidenza un gravissimo episodio di odio che non può passare sotto silenzio. Solo ieri abbiamo vissuto un momento di indubbio significato in occasione della dedica ad un giovane che è stato privato della vita in modo tanto ingiusto e prematuro. Sono trascorse soltanto poche ore e, purtroppo, ci troviamo a riflettere su un gesto che evidenza un'inaccettabile intolleranza – dichiarano la deputata di Fratelli d’Italia Cristina Almici e il coordinatore provinciale del partito Diego Zarneri –. Pur senza dimenticare che il sacro diritto al rispetto che hanno indistintamente tutte le vittime, non possiamo non sottolineare la pericolosa presa di posizione di un simile atto, che, ne siamo certi, riceverà la meritata condanna super partes.
Rispetto e accettazione delle idee degli altri, anche se diverse dalle nostre, sono colonne irrinunciabili della democrazia. Questo gesto non è una spregio solo alla memoria di Sergio Ramelli, ma, piuttosto, è una ferita alla democrazia che non può passare sotto silenzio. E deve far riflettere tutti, sia chi la pensa in un modo sia chi ha idee diverse, ma che, in ogni caso, devono poter essere espresse e trovare rispetto».
«Lascia attoniti la notizia dell'atto vigliacco ed antidemocratico che ha deturpato la lapide dedicata a Ramelli, proprio nel giorno del 70° compleanno di Sergio. Evidentemente la codardia di certi personaggi, guidati dall'odio politico, non conosce limite e vergogna – aggiungono il senatore Gianpietro Maffoni e il deputato Giangiacomo Calovini –. Nel porgere la piena solidarietà al sindaco Zanetti e al Comune di Maclodio, siamo certi che la targa tornerà ancor più splendente, e che a questa intitolazione ne seguiranno molte altre. I violenti ed i vili si mettano l'animo in pace: Sergio vive!».
Solidarietà anche da parte di Paolo Fontana di Forza Italia: «Esprimo la mia più ferma contrarietà per il deturpamento della targa dedicata a Sergio Ramelli. Si tratta di un gesto che va condannato senza esitazioni, indipendentemente dalle appartenenze politiche. Pur non appartenendo alla mia storia politica, ritengo che ogni vittima della violenza politica meriti rispetto e memoria. Che si tratti di persone di destra, di sinistra o di centro, il ricordo deve rappresentare un monito affinché simili tragedie non si ripetano mai più. La memoria non può essere selettiva né trasformarsi in terreno di scontro. Al contrario, dovrebbe unire nella comune condanna dell'odio, dell'intolleranza e della violenza che hanno segnato una delle pagine più dolorose della storia del nostro Paese».


