Un fistione turco che emerge dal canneto. Un airone rosso in caccia lungo lo specchio d’acqua. O il velocissimo martin pescatore. Quale sarà il primo a finire in camera nel nuovo capanno dell’Oasi San Francesco? Gli appassionati avranno tutto l’inverno per lucidare i teleobiettivi. Dalla prossima stagione potranno tornare a osservare l’avifauna da una postazione completamente rinnovata, nel cuore dell’area gestita dall’associazione Airone Rosso insieme al Parco del Mincio. Il Comune si prepara infatti a realizzare un nuovo capanno di birdwatching: quello attuale è rimasto chiuso dallo scorso anno perché quasi fatiscente e ormai non più sicuro per i visitatori.
Lavori
Il cantiere, salvo imprevisti, prenderà il via nel mese di ottobre e dovrebbe concludersi nell’arco di un paio di mesi, così da riconsegnare il nuovo osservatorio in tempo per la riapertura dell’Oasi. Intanto il Comune ha completato uno degli ultimi passaggi tecnici, affidando l’assistenza archeologica agli scavi prescritta dalla Soprintendenza.

L’intervento, dal valore complessivo di 120mila euro, prevede la demolizione della struttura esistente, ormai fatiscente, e la costruzione di un nuovo capanno nello stesso punto. Le passerelle lignee, oggi degradate e non più percorribili, lasceranno posto a un sentiero in terra battuta, meglio integrato nel bosco. Il nuovo osservatorio manterrà pressoché lo stesso ingombro dell’attuale, ma offrirà spazi più funzionali e un punto di osservazione a quota terreno, accessibile anche alle persone con disabilità. L’intero progetto è stato studiato per inserirsi con discrezione nell’ambiente e ridurre al minimo il disturbo alla fauna.
Birdwatching
L’Oasi San Francesco rappresenta uno dei più importanti ambienti umidi del basso Garda e uno dei punti di riferimento per il birdwatching. Tra canneti, specchi d’acqua e vegetazione ripariale trovano rifugio numerose specie di interesse naturalistico. Più costante è la presenza dello svasso maggiore, del tarabusino, del martin pescatore, del fistione turco e, star dell’Oasi, dell’airone rosso. Tra gli avvistamenti più curiosi resta quello dell’airone schistaceo, osservato nell’estate del 2015 e considerato eccezionale sul Garda.
Perché ci è voluto tanto tempo? Il percorso si è rivelato più complesso del previsto. Una prima versione del progetto aveva ricevuto un parere sospensivo durante la Conferenza dei servizi del novembre 2025, rendendo necessaria una revisione degli elaborati. Il via libera è poi arrivato con una prescrizione della Soprintendenza: gli scavi dovranno svolgersi sotto la supervisione di un archeologo, poiché nell’area è noto un antico insediamento palafitticolo. L’incarico appena affidato dal Comune rappresenta così uno degli ultimi passaggi prima dell’avvio del cantiere.



