La prima a finire nella «centrifuga» del Garda è stata una delle Lavandaie. Le onde sollevate dal violento temporale di mercoledì sera hanno avvolto una delle nuove statue simbolo del lungolago Desenzano, mentre pochi metri più in là la passeggiata riportava alcuni danni. Quanto gravi? È proprio su questo che, all’indomani della bufera, maggioranza e opposizione raccontano due versioni diverse.
A sollevare il caso è stato il consigliere di minoranza Stefano Terzi, che sui social ha pubblicato le fotografie dei danni. «Vedere una passeggiata inaugurata solo poche settimane fa ridotta in queste condizioni pone inevitabilmente delle domande sulla progettazione, sull’esecuzione dei lavori e sulla tenuta complessiva dell’opera», scrive Terzi, ricordando come l’intervento sia costato «oltre 8 milioni di euro di soldi pubblici», un investimento che – aggiunge – «deve garantire qualità, durata e, prima di tutto, sicurezza».
La risposta
Il sindaco Guido Malinverno, però, ridimensiona l’accaduto. «Su circa un chilometro di nuova passeggiata si sono staccate tre piastrelle e una lastra di marmo vicino alla statua della Lavandaia, si è spostata una seduta ed è stata sradicata una piantina messa a dimora da poco. L’area è stata transennata e l’impresa provvederà al ripristino».
Il primo cittadino ricorda inoltre quanto accadde il 5 maggio 2019, quando una violenta tempesta colpì il lungolago appena riqualificato dalla precedente amministrazione. «Allora la passeggiata, costata circa 500 mila euro, subì danni ben più gravi: non rimase proprio niente. Le assi in legno finirono fino a Bardolino. Direi che la nuova passeggiata ha retto meglio».



