Niente slide, dispense o relatori armati di microfono. Per una volta il corso di formazione si è alzato dalla sedia ed è salito sul palco. E i dipendenti del Comune, anziché limitarsi ad ascoltare, sono diventati pubblico e in qualche modo parte della trama. È successo giovedì primo ottobre all’Auditorium Andrea Celesti, dove l’anticorruzione ha preso la forma di uno spettacolo interattivo: «Gli errori degli altri – Dramma interattivo sulle insidie della buona fede».
Un titolo che sposta il fuoco. Non sui grandi scandali o sui cattivi da copione, ma su quelle zone grigie nelle quali basta una scelta compiuta con leggerezza o un confine professionale diventato troppo sottile. Situazioni vicine alla quotidianità di un ufficio pubblico, sulle quali il pubblico è stato chiamato a prendere posizione e confrontarsi.
L’iniziativa
La giornata si è articolata in due repliche, una al mattino e una al pomeriggio, per permettere la partecipazione più ampia possibile. Una platea potenziale che sfiora le duecento persone: l’ultimo Piano dei fabbisogni indica 185 dipendenti effettivamente in servizio alla fine del 2025 e una consistenza prevista di 197 entro la fine di quest’anno. Non una lezione travestita da spettacolo, dunque, ma una formazione che ha usato il teatro per trasformare principi spesso affidati a norme, codici e circolari in scelte concrete. Il filo conduttore è stato la buona fede, che da sola non sempre basta a mettere al riparo dai rischi.
Prevenzione e consapevolezza
«Prevenire i comportamenti corruttivi significa costruire consapevolezza e fornire a chi lavora nell’ente gli strumenti per riconoscere le situazioni più delicate e affrontarle correttamente», spiega la segretaria generale Caterina Barni. Da qui la scelta di «una modalità diversa rispetto alla formazione tradizionale», capace di stimolare attenzione e partecipazione.
L’iniziativa rientra nel percorso formativo del Comune sulla prevenzione della corruzione e nel più ampio impegno per la cultura della legalità. Desenzano è uno dei sette Comuni bresciani beneficiari del Fondo per la legalità e per la tutela degli amministratori locali vittime di atti intimidatori, insieme a Ghedi, Maclodio, Montirone, Niardo, Palazzolo e Remedello. Al Comune gardesano sono stati assegnati 10.007 euro, utilizzabili anche per iniziative dedicate alla diffusione della cultura della legalità.



