Cronaca

Desenzano, l’Anffas lancia l’appello: «Salviamo la piscina»

Servono 130mila euro per rimettere a nuovo gli impianti della struttura di idrochinesiterapia costruita nel 2013
Alice Scalfi
Desenzano, l’Anffas lancia l’appello: «Salviamo la piscina»
Desenzano, l’Anffas lancia l’appello: «Salviamo la piscina»

Tredici anni di attività, migliaia di accessi e una funzione terapeutica diventata un punto di riferimento non soltanto per Anffas, ma per l’intero territorio. Ora la piscina riabilitativa della fondazione ha bisogno di un importante intervento di manutenzione: servono 130mila euro e per questo prende il via una raccolta fondi rivolta alla comunità chiamata a contribuire al futuro di una struttura che ogni giorno migliora la qualità della vita di decine di persone con disabilità e di molti altri utenti.

L’appello

È partito nei giorni scorsi durante la festa estiva di Anffas, occasione per ringraziare amici e volontari, ripercorrere la storia del sodalizio e salutare presidenti, passati e presenti, con utenti e famiglie.

La piscina, inaugurata nel 2013, è stata realizzata per affiancare la fisioterapia con sedute di idrochinesiterapia in acqua riscaldata a 33 gradi. Nel tempo, però, è diventata molto più di un servizio interno: grazie alla collaborazione con l’associazione sportiva Tuttinforma, è stata aperta anche a bambini, anziani e persone che necessitano di percorsi riabilitativi, trasformandosi in una risorsa per l’intero territorio.

L’intenso utilizzo della struttura ha accelerato l’usura degli impianti. Il progetto prevede il rifacimento delle tubazioni principali, la sostituzione del telo della vasca e il rinnovamento dell’impianto di depurazione, oggi non più adeguato al numero di accessi. Si tratta della prima fase di un intervento da 130mila euro, cui seguiranno altri lavori di completamento quando saranno reperite nuove risorse.

«Non chiediamo beneficenza – ha spiegato il presidente Maurizio Maffi –. Chiediamo un segno di appartenenza. Vorremmo che la comunità comprendesse il valore di questa piscina, la sentisse come propria e partecipasse al suo futuro».

Dal Comune

L’Amministrazione si è detta pronta a fare la propria parte, per voce del sindaco Guido Malinverno: «Non posso promettere nulla – ha detto – ma ritengo che il primo intervento debba essere sostenuto dal Comune. La struttura insiste su un’area comunale ed è un patrimonio di tutto il territorio: ci impegneremo a valutarne la fattibilità».

Gli utenti

A ricordare cosa significhi quella piscina sono state infine le parole di Laura Papa, portavoce degli utenti, che ha raccontato i risultati di un sondaggio promosso tra i frequentatori della struttura.

«Per molti significa rilassamento, equilibrio e tanta forza nelle gambe». Un promemoria del valore che quella vasca ha per chi la vive.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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