CronacaGarda

Depuratore di Esenta, Acque Bresciane ha depositato il progetto

Il cronoprogramma: quattro lotti e la chiusura dei lavori nel 2035
Il progetto del depuratore del Garda - Foto © www.giornaledibrescia.it
Il progetto del depuratore del Garda - Foto © www.giornaledibrescia.it
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Il progetto del nuovo sistema di depurazione dei reflui fognari del Garda è stato depositato nei giorni scorsi da Acque Bresciane. Ora prende il via l’iter di approvazione, con tutti i complessi passaggi procedurali previsti: Valutazione di impatto ambientale, Conferenza dei servizi e pareri.

Caratteristiche e punti fermi del progetto erano già emersi lo scorso novembre, nel corso dell’ultima cabina di regia convocata al Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica. L’impianto che tratterà i reflui dei Comuni bresciani - ad esclusione di Desenzano e Sirmione, che continueranno invece a conferirli a Peschiera - sorgerà a Esenta di Lonato.

Per essere precisi, come si legge nel «Piano degli interventi» pubblicato sul sito di Acque Bresciane, «la localizzazione è prevista in un’area a vocazione agricola posta a circa quattro chilometri a sud del centro abitato di Lonato e a 1,5 chilometri a ovest della frazione Esenta». Qui sorgerà un depuratore con una potenzialità di trattamento pari a 200mila abitanti equivalenti (l’abitante equivalente è l’unità di misura utilizzata in depurazione e corrisponde a 200 litri di reflui al giorno).

Una delle peculiarità del progetto riguarda il collettamento nel tratto Toscolano-Salò: qui la condotta fognaria non sarà posata sotto la strada Gardesana ma, come richiesto dal territorio, verrà collocata nel lago, sotto costa, per evitare il rischio di paralisi del traffico in un tratto già critico. Nel Piano degli interventi sono indicati anche i costi: il depuratore di Esenta costerà 69 milioni e 695mila euro, i collettori 130 milioni e 866mila euro, per un totale - comprese le somme a disposizione (ad esempio, per spese tecniche ed espropri) - di oltre 240 milioni. I costi annui di gestione ammontano a 8 milioni e 518mila euro (2,3 milioni per il depuratore e 6,2 milioni per i collettori).

Dal punto di vista economico-finanziario è stata ipotizzata la copertura integrale del costo del sistema di collettamento tramite finanziamento ministeriale, prevedendo l’assegnazione di ulteriori 99 milioni in aggiunta ai 60 milioni già stanziati. Per quanto riguarda il depuratore, in particolare, si parla di «ricorso al finanziamento di terzi, con rimborso successivo assicurato dai corrispettivi tariffari a carico degli utenti». Si precisa inoltre: «La valenza strategica del progetto richiede, a livello tariffario, il coinvolgimento dell’intero territorio provinciale».

Infine, la domanda delle domande: i tempi? Il cronoprogramma prevede quattro lotti, con la fine dei lavori immaginata al 31 dicembre 2035. Ma - stando sempre al dossier tecnico - già con il primo lotto, da realizzare entro la fine del 2030, sarà possibile dismettere la sublacuale Toscolano-Torri, considerata a fine vita.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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