CronacaGarda

Depuratore del Garda, via all’iter di approvazione dell’impianto di Lonato

Simone Bottura
Acque Bresciane ieri ha presentato il progetto al Cda di Ato. L’importo è passato dai 200 ai 260 milioni di euro
Il lago di Garda - © www.giornaledibrescia.it
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Ulteriore passo avanti nel percorso di riqualificazione del sistema di depurazione del Garda. Ieri, come previsto, Acque Bresciane, gestore unico del servizio idrico integrato, ha presentato al Consiglio d’Amministrazione dell’Ufficio d’Ambito di Brescia (Ato), braccio operativo della Provincia che pianifica e regolamenta il servizio, il progetto del sistema di collettamento e depurazione dei reflui fognari del Garda bresciano. Un passaggio tecnico, prima che il progetto venga depositato e reso pubblico, che di fatto dà il via all’iter di approvazione.

Il progetto

Caratteristiche e punti fermi del sistema progettato da Acque Bresciane erano già emersi lo scorso 26 novembre, in occasione dell’ultima cabina di regia convocata al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica.

L’impianto di depurazione che tratterà i reflui dei Comuni bresciani - ad esclusione di Desenzano e Sirmione, che continueranno a conferirli a Peschiera - sorgerà a Esenta di Lonato, ma a un chilometro più a nord rispetto a quanto previsto: non più in un’area agricola ma in zona industriale, come richiesto dal Comune.

Un’altra istanza del territorio accolta in sede progettuale riguarda la condotta nel tratto Toscolano-Salò, che non sarà posata lungo la Gardesana - con il rischio di paralisi del traffico in un tratto già fortemente critico - ma verrà collocata nel lago. Come spiegato in cabina di regia da Mauro Olivieri, direttore tecnico di Acque Bresciane, questa soluzione comporterà «una riduzione dei tempi di realizzazione dai tre anni precedentemente previsti a quattro-cinque mesi. Le spese saranno invece superiori di 5 milioni di euro rispetto al progetto lungo la strada».

I costi

Sul fronte economico, i costi complessivi passano dai 200 milioni di euro del vecchio progetto ai 260 milioni di quello attuale: 94 milioni per il depuratore e 164 milioni di euro per i collettori. Ora, entro il primo semestre del 2026, dovrebbe partire la VIia (Valutazione di impatto ambientale), mentre la Vas (Valutazione ambientale strategica) potrebbe non essere necessaria.

Seguirà quindi l’appalto del primo step - collettamento Toscolano-Lonato e primo stralcio del depuratore di Lonato - con l’obiettivo di dismettere entro il 2030 l’attuale sublacuale Maderno-Torri, considerata a fine vita.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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