Depuratore del Garda, il caso arriva al Consiglio di Stato

Dopo il passaggio al Tar, la battaglia sul depuratore del Garda approda al Consiglio di Stato. Il Comune di Montichiari ha infatti depositato ricorso in appello contro la sentenza con cui il tribunale amministrativo di Brescia aveva di fatto respinto le contestazioni legate al progetto e aveva rimandato la causa al Tribunale superiore della acque pubbliche.
Al centro della vicenda resta la scelta sul futuro sistema di depurazione della sponda bresciana del lago. Il piano iniziale prevedeva la realizzazione di due impianti, a Gavardo e Montichiari. Successivamente, però, il Commissario straordinario ha deciso di abbandonare questa ipotesi per puntare su un’unica struttura a Lonato del Garda, ritenuta sufficiente a coprire il fabbisogno.
Una svolta che ha innescato la reazione di Montichiari. Il Comune, guidato dal sindaco Marco Togni, aveva già impugnato gli atti davanti al Tar, sostenendo che le decisioni fossero state assunte senza un adeguato coinvolgimento degli enti locali e in contrasto con la pianificazione vigente del servizio idrico.
«Broletto contro Broletto»
Il Tar, tuttavia, non è entrato nel merito della questione, indicando come competente il Tribunale superiore delle acque pubbliche. Una lettura che Montichiari contesta, ritenendo invece che la vicenda riguardi soprattutto aspetti amministrativi, urbanistici e di governo del territorio.
In questo quadro si inserisce anche la posizione dello stesso Togni, che oltre a essere sindaco di Montichiari è consigliere provinciale. Un doppio ruolo che nelle scorse settimane ha alimentato il confronto politico, soprattutto dopo la decisione della Provincia di costituirsi in giudizio contro il ricorso presentato dal Comune, dando vita a uno scontro istituzionale interno al Broletto.
Da qui la decisione di proseguire la battaglia legale, portando il caso davanti al Consiglio di Stato. Nell’appello il Comune chiede la riforma della sentenza e l’annullamento degli atti che hanno portato alla scelta del depuratore unico a Lonato, riaprendo di fatto il confronto sul progetto complessivo.
Una partita che resta quindi aperta, tra ricorsi incrociati e posizioni divergenti, mentre sul territorio continua il confronto politico e istituzionale su un’opera considerata strategica per il futuro del Garda.
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