CronacaGarda

Il paradosso del depuratore del Garda: è «Broletto contro Broletto»

Il fronte del no è capitanato da Marco Togni, sindaco di Montichiari, ma anche consigliere di maggioranza in Provincia. Allo studio i prossimi ricorsi
Il depuratore del Garda sorgerà a Esenta di Lonato - © www.giornaledibrescia.it
Il depuratore del Garda sorgerà a Esenta di Lonato - © www.giornaledibrescia.it
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Il prossimo orizzonte è nuovo: direzione Tribunale superiore delle acque pubbliche (Tsap), un organismo nato nel 1916 e «battezzato» nel 1933 dal regio decreto numero 1775, che ha definito il suo Testo unico con norme e articoli incorporati. Se i Comuni per il «no», capitanati dal sindaco di Montichiari, Marco Togni, vogliono proseguire la battaglia già avviata in quella sede (indicata dal Tar come l’unica a poter entrare nel merito), per farlo hanno una spicciolata di giorni: 15 per la precisione, perché la deadline è il 20 febbraio.

La vicenda

Il tema è di quelli «epici» per il nostro territorio: Depuratore del Garda story (e altri racconti), un’opera da sempre discussa, osteggiata, chiacchierata e che ora è al suo ennesimo capitolo e colpo di scena. Insomma, un groviglio.

Non solo amministrativo, fatto di anni di ricorsi, controricorsi, scadenze, impugnazioni, proroghe, grattacapi; ma anche politico. Con la Provincia che – almeno nell’ultimo contenzioso, datato giugno 2025 – si trova nella anomala (e qualcuno azzarda a definirla anche «imbarazzante») condizione di costituirsi in giudizio contro il suo consigliere di maggioranza con delega all’Ambiente: il sindaco di Montichiari, Marco Togni, primo firmatario in trincea (e in Tribunale) per il «no» a un iter che porta anche il «timbro» (d’intenti e di competenza, visto che alcuni dei pareri sono firmati dagli uffici di piazza Paolo VI) del Broletto stesso.

E sì, è vero: Togni impugna l’atto da sindaco, la sua contrarietà all’infrastruttura è arcinota, ma oggi (e dal 10 febbraio 2025) siede anche in Consiglio provinciale in maggioranza da consigliere delegato e, inevitabilmente, per l’eterogenesi dei fini, l’effetto è «Broletto contro Broletto».

Il ricorso

Con ordine: cosa è successo? Archiviata l’opzione del doppio impianto Gavardo-Montichiari, il depuratore, nella sua ultima versione, è previsto a Lonato su un’area di 39,4 ettari. Oltre alla contestazione presentata alla Corte dei Conti (e archiviata qualche settimana fa), il 23 maggio 2025 Togni, come sindaco del Comune di Montichiari, deposita al Tar il ricorso contro il prefetto, che ha il ruolo di commissario straordinario per la progettazione, l’affidamento e l’esecuzione delle nuove opere per il collettamento e la depurazione della sponda bresciana del lago di Garda. Ricorso che viene notificato anche a tutti gli enti coinvolti nella partita, tra cui – oltre l’Ufficio d’Ambito,Acque Bresciane, Università, Ministeri, Regione – appunto anche il Broletto.

Broletto contro Broletto

Gravi le contestazioni messe nero su bianco dall’avvocato Emanuele Ratto: «Carenza di istruttoria, contraddittorietà, eccesso di potere sotto i profili di carenza di istruttoria, travisamento dei fatti, irragionevolezza». A questo punto, il presidente Emanuele Moraschini firma il decreto con il quale la Provincia procede alla costituzione in giudizio nel ricorso dopo aver effettuato «le necessarie valutazioni congiuntamente al settore Sostenibilità ambientale e Protezione civile, competente per materia».

Ed eccoci qui all’effetto Broletto contro Broletto, uno storytelling politicamente scomodo per il centrodestra. Anche se, è vero: la delega al Ciclo idrico è in capo al presidente, mentre Togni ha quella all’Ambiente. Un cortocircuito e un presunto imbarazzo che il numero uno di Montichiari respinge al mittente e non solo perché agisce da sindaco: «Sulla vicenda del depuratore, dal 2021 la Provincia è stata commissariata, quindi io non ho avviato direttamente contenziosi con il Broletto – precisa Togni –. E la delega al Ciclo idrico è in capo al presidente, quindi di conflitti d’interesse non ce ne sono. Non mi pongo minimamente il problema su questo fronte».

Marco Togni, sindaco di Montichiari e consigliere provinciale - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it
Marco Togni, sindaco di Montichiari e consigliere provinciale - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it

Gli scenari

Alla partita legata all’opportunità politica, scorre parallela quella pratica. Quali sono le opzioni adesso? La via del Tribunale superiore delle acque pubbliche è l’opzione più prossima, ma non è l’unica percorribile. C’è la strada del ricorso in Consiglio di Stato, che vedrebbe ancora protagonisti i verbali della Conferenza dei servizi, ad esempio. Ma la mossa che i sindaci stanno valutando è quella di impugnare direttamente il nuovo progetto: Acque Bresciane dovrebbe depositarlo alla fine di febbraio, mentre l’iter di approvazione è previsto in primavera.

Quel che è certo, assicura Togni, è che «la battaglia non si fermerà: non sono assolutamente contento di ciò che stanno facendo, si è arrivati addirittura a un preventivo di 309 milioni. Chi li paga? Questo progetto – rimarca il sindaco e consigliere provinciale – non ha né senso logico né senso ambientale e io non mi fermo. Possiamo aprire una nuova causa per ogni atto. Nelle prossime settimane decideremo come procedere, ma di certo si procede». Con buona pace del presidente Moraschini.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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