Il 2025 non resterà negli annali del D’Annunzio di Montichiari come un anno felice. Lo avevano anticipato le prime analisi diffuse il mese scorso da Assaeroporti, lo confermano i dati cristallizzati nel rapporto Enac 2025 sul traffico aereo commerciale (qui è scaricabile il rapporto integrale). Lo scalo bresciano arretra nel traffico cargo proprio mentre il settore, in Italia, continua a crescere. Di contro, il rapporto fotografa un sistema aeroportuale italiano in salute, con oltre 1,2 milioni di tonnellate di merci movimentate e un incremento complessivo del 2% rispetto al 2024.
La flessione del D’Annunzio
In questo scenario positivo, però, lo scalo bresciano registra una significativa flessione sia nel numero dei voli sia nelle tonnellate trasportate.
Il dato più evidente riguarda il traffico merci, tanto più che la storica vocazione dell’aeroporto bresciano è proprio quella cargo. Montichiari resta sì il secondo aeroporto italiano per volumi domestici cargo (vale a dire i voli nell’ambito del solo contesto nazionale), alle spalle di Milano Malpensa, ma perde terreno: nel 2025 ha movimentato con destinazioni nazionali (il grosso è legato ai collegamenti di Poste) 9.700 tonnellate, pari al 13% del totale nazionale, con un calo rispetto all’anno precedente. Una contrazione che si inserisce in un quadro generale negativo del traffico cargo domestico italiano, sceso complessivamente dell’8%, ma che per il D’Annunzio assume un peso particolare, perché conferma le difficoltà dello scalo a consolidare una crescita stabile.
Fuori dalla «top five»
Anche sul fronte delle movimentazioni complessive il quadro appare in rallentamento. Montichiari esce infatti dalla «top five» degli aeroporti cargo italiani per traffico complessivo, superato da Bergamo Orio al Serio, che invece cresce del 7% e consolida il proprio ruolo nella logistica aerea del Nord Italia. A dominare il mercato resta Milano Malpensa, che da sola concentra il 61% delle merci trasportate nel Paese, con oltre 764mila tonnellate e un incremento del 4%.
Il D’Annunzio risulta aver movimentato lo scorso anno 21.147 tonnellate di merci, con una flessione dell’8,7%. Calo da ricondurre ad una drastica riduzione dei voli, 2.838, un quinto (e oltre) in meno del 2024 (-21,9%).
Il quadro generale
Il rapporto Enac evidenzia come la crescita del cargo italiano sia stata trainata soprattutto dalle rotte internazionali extraeuropee, aumentate del 7%, con un forte impulso dai collegamenti verso Asia e Medio Oriente. Germania, Stati Uniti, Cina, Emirati Arabi Uniti e Qatar rappresentano i principali partner commerciali del traffico merci aereo italiano. In particolare, la rotta Milano Malpensa-Hong Kong ha registrato un incremento del 32%, confermando il peso crescente dell’asse asiatico. Verso l’estremo Oriente punta del resto da qualche settimana anche Montichiari, con l’attivazione del collegamento del nuovo volo cargo verso la Cina.
In questo contesto il D’Annunzio continua a mantenere una vocazione prevalentemente cargo, ma fatica a ritagliarsi uno spazio competitivo nello scenario nazionale. Lo scalo bresciano paga soprattutto la forte concentrazione del mercato su pochi grandi hub e la competizione degli aeroporti lombardi e veneti, più integrati nelle reti logistiche internazionali. Tra questi, anche l’aeroporto Marco Polo di Venezia, che fa capo alla stessa Save, gruppo che controlla Catullo Spa e tramite esse gli aeroporti di Verona e Brescia.
I dati 2025 mostrano dunque un aeroporto che conserva un ruolo strategico nel traffico merci nazionale, ma che necessita di nuove prospettive industriali e commerciali per invertire la tendenza: quelle che anche di recente l’ad di Save Monica Scarpa ha ribadito essere negli obiettivi della società di gestione. Per Montichiari il tema non è soltanto mantenere le quote di traffico esistenti, ma riuscire a intercettare la crescita del cargo internazionale che oggi sta trainando l’intero settore aeroportuale italiano.




