Cronaca

Danno d’immagine all’Arma: due carabinieri risarciscono 6mila euro

Nel 2022 erano stati condannati penalmente a quattro mesi per rivelazione di segreti d’ufficio. La Procura avrebbe voluto un conto più alto
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

Il caso era finito prima sul tavolo della Procura, poi in tribunale e ora alla Corte dei Conti
Il caso era finito prima sul tavolo della Procura, poi in tribunale e ora alla Corte dei Conti

Prima la condanna penale diventata definitiva, poi la sanzione disciplinare e ora il risarcimento disposto dalla Corte dei conti. Nei confronti dell’Arma dei carabinieri per il danno di immagine provocato alla Benemerita. È di 6mila euro complessivi il bonifico che due carabinieri hanno effettuato dopo essere stati coinvolti in una vicenda di rivelazione e utilizzo di segreti d’ufficio.

La vicenda

Dal punto di vista penale per i due militari la vicenda si era chiusa davanti al tribunale di Brescia nel 2022 quando sono stati condannati a quattro mesi di reclusione ciascuno. Alla sentenza, dopo il punto fissato dalla Cassazione, si erano aggiunte anche conseguenze disciplinari interne all’Arma. Poi il fascicolo è finito sul tavolo della Procura regionale della Corte dei conti che ha aperto il fronte della responsabilità amministrativa, sostenendo che il comportamento dei due carabinieri avesse provocato un danno all’immagine dell’Arma e dell’Ispettorato del lavoro per il quale i due militari lavoravano al momento dell’indagine a loro carico. La richiesta avanzata nei loro confronti era di 20mila euro.

I due appartengono all'Arma dei Carabinieri - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
I due appartengono all'Arma dei Carabinieri - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Il risarcimento

Davanti ai giudici contabili, però, i due carabinieri hanno scelto la strada del rito abbreviato proponendo tramite il loro legale, l’avvocato Alessandro Asaro, di chiudere il procedimento con il pagamento di una somma inferiore rispetto a quella inizialmente contestata: 6mila euro complessivi, da dividere in parti uguali. Tremila euro a testa. La procura ha dato parere favorevole alla proposta e la sezione giurisdizionale della Corte dei conti per la Lombardia ha ammesso la definizione agevolata del giudizio. Ai due carabinieri è stato quindi imposto di versare l’intero importo all’Arma entro trenta giorni. Il pagamento è arrivato nei tempi previsti e i giudici contabili hanno chiuso il caso ritenendo il pagamento «integrale, tempestivo e congruo».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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