Cronaca

Da tre settimane senza gas: rabbia di residenti e negozi in via Zola

Un disagio che stanno vivendo otto famiglie e quattro realtà commerciali al Villaggio Prealpino
Antonio Borrelli

Antonio Borrelli

Giornalista

Fornelli accesi
Fornelli accesi

Da tre settimane senza fornitura di gas e senza comunicazioni. È una vera e propria odissea quella che stanno vivendo residenti ed esercenti di via Zola, al Villaggio Prealpino. Otto nuclei familiari e quattro attività commerciali si trovano costretti a riscaldare l’acqua con boiler elettrici o bollitori, perché il servizio è stato interrotto dal primo aprile scorso.

La vicenda

Tutto comincia quando nel corso di lavori nello scantinato del condominio risalente agli anni Settanta (dal civico 47 al 55), i tecnici hanno avvertito odore di gas. Subito è scattato l’allarme per una fuga e gli addetti di Ascopiave hanno prontamente interrotto la fornitura. Un caso frequente, anche a Brescia, soprattutto quando sono interessati palazzi vecchi di almeno cinquant’anni. L’anomalia, secondo chi vive e lavora qui, è l’assoluta assenza di informazioni in merito. «Da quando hanno chiuso il gas non abbiamo saputo nulla», denunciano i residenti. «Al telefono ci è stato risposto che bisogna mettere a norma l’impianto a gas dell’intero condominio».

Un impegno economico al quale inquilini e commercianti non intendono sottrarsi, ma prima chiedono chiarezza. «Ci rendiamo conto della necessità di garantire sicurezza nella zona e si può assolutamente esigere la riparazione, però chiediamo almeno delle informazioni chiare e una tempistica definita - spiega Giuseppe Castelli, del salone omonimo al civico 51 -. Non è possibile lasciare anziani e lavoratori senza gas all’improvviso».

Perché oggi i condomini sono costretti a riscaldare l’acqua con bollitori per poi diluirla con quella fredda per fare almeno la doccia. E c’è persino chi ha dovuto chiudere, come la pizzeria presente nell’immobile che dal primo aprile ha abbassato la saracinesca perché non poteva più servire i clienti. «Noi abbiamo dovuto acquistare un boiler elettrico per andare avanti», aggiunge invece il parrucchiere Castelli.

Chi gestisce la rete

Dal primo luglio del 2025 è la società A.P Reti Gas del gruppo Ascopiave a gestire la rete di distribuzione in città. A2A, che figura sulle bollette degli utenti, gestisce oggi solo i contratti. Ecco perché la responsabilità dell’interruzione del servizio va riferita alla società trevigiana.

In città problemi analoghi sono stati registrati nelle ultime settimane anche nelle zone BresciaDue e San Polo, dove i residenti hanno dovuto ricorrere al repentino acquisto di piastre a induzione o a boiler privati. In alcuni casi le amministrazioni condominiali hanno avviato interlocuzioni con le società per capire dome risolvere l’emergenza.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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