Ipermercati: «Non conta vendere di più, ma essere competitivi»

Ipermercati, supermercati, discount in tutta Italia crescono in termini di metri quadrati rispetto al numero di abitanti. Ma non perché la grande distribuzione venda di più, anzi, la produttività è calata negli ultimi dieci anni. Si aprono nuovi punti-vendita anche soltanto per restare competitivi in un mercato italiano fatto di tante insegne, multinazionali, ma anche locali.
Lo spiega bene Sebastiano Grandi, responsabile del Rem Lab, Retailing and trade marketing della sede di Piacenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. «Innanzitutto bisogna distinguere tra la concentrazione di superficie della grande distribuzione rispetto al numero di abitanti e quella delle vendite tra le diverse insegne – precisa il professore –. Da un lato in generale i metri quadrati di Gdo (Grande distribuzione organizzata, ndr) sul numero di abitanti sono cresciuti, passando dai 222 ogni mille abitanti del 2015 ai 380 del 2025.
Competitività
È un fenomeno strutturale per il paese, ma non è accompagnato da una proporzionale crescita delle vendite. La produttività, ovvero gli euro di vendita per metro quadrato nello stesso periodo a livello nazionale, è passata da 5.305 euro a 4.600 circa. ovvero, sono aumentati i metri quadrati ma sono diminuite le vendite».
Ma perché, chiediamo a Grandi, «le aziende hanno aperto negozi nonostante non vendessero di più?». «Perché le aziende ragionano sulla competitività – risponde –. E questo è dato dalla specificità della grande distribuzione italiana, molto polverizzata dal punto di vista delle insegne, con tante realtà, anche locali, che operano nel settore. Per loro, l’unico modo per conquistare mercato è aprire negozi. La rete distributiva si razionalizza quando ci sono poche insegne che dominano».
Sul lago di Garda, che i numeri danno come la zona a più alta concentrazione di ipermercati nella nostra provincia, Grandi fa una precisazione. «È una zona ad altissima vocazione turistica e quando si confrontano i metri quadrati con gli abitanti non si tiene conto dei turisti».
Famiglie più piccole
In realtà, però, la dimensione dei punti vendita in Italia si sta riducendo. «Non sono cresciuti tanto gli ipermercati ma i supermercati e i discount – dice il professore – quindi format di prossimità ma moderni, organizzati. Aumentano le famiglie più piccole, mononucleari e quindi si fanno spese più frequenti. Infatti è diminuito il valore dello scontrino medio ma è aumentato il numero di scontrini. La sfida è quella di industrializzare la prossimità. Ovvero, non tornerà la piccola bottega ma semmai la catena di prossimità organizzata».
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