Negozi di vicinato, in quindici anni serranda abbassata per quasi il 20%

Con 13.580 esercizi commerciali di vicinato, nel 2024 rimane sostanzialmente invariata la rete dei negozi di prossimità, con un saldo negativo di solo 150 esercizi rispetto al 2023, una contrazione che è nell’ordine del -1%.
L’andamento
In realtà, si registra uno scivolamento costante poiché i 13.720 esercizi censiti nel 2023 erano, a loro volta, 152 in meno rispetto ai 13.872 registrati nel 2022, con una contrazione anche in questo caso nell’ordine del -1%. Poca cosa, certo, ma, di fatto, dopo il leggero aumento registrato nel 2022, nel 2024 si ritorna sostanzialmente al livello del 2021, quando gli esercizi di vicinato risultarono 13.675.
Parliamo dei 13.570 negozi di prossimità, alimentari e non alimentari, con una superficie di vendita che non supera i 150 mq: i «negozietti», talvolta tracce del tempo passato, un qualcosa che sa di antico ma che rappresenterà sempre più, un aspetto decisivo della dotazione di servizi nelle nostre comunità. Consideriamo che, per una parte crescente della popolazione in età avanzata, gli esercizi commerciali di vicinato sono, non di rado, il principale canale di accesso ai beni di prima necessità. Un patrimonio che sembrava destinato ad una costante erosione, sotto la spinta della grande distribuzione e delle vendite on line. Basta pensare che, nel 2009, in provincia di Brescia, gli esercizi di vicinato erano 16.587, e, nel corso degli anni, si sono ridotti fino ai 14.114 del 2019 e agli attuali 13.570, un livello sul quale sembra stabilizzarsi la rete del commercio nei piccoli esercizi, dopo aver visto chiudere 3.017 saracinesche, pari al -18% dal 2009 ad oggi. La maggior parte degli esercizi di vicinato, nel 2024, vendono prodotti non alimentari, ben 9.405 esercizi, il 69% del totale, mentre 2.687 distribuiscono prodotti alimentari, il 20%, e 1.478 sono a «merceologia mista».
La densità
Rispetto al 2021, anno in cui si contavano 105 esercizi in più rispetto ad oggi, non cambia sostanzialmente la ripartizione tra le categorie, con una lieve diminuzione degli esercizi non alimentari (-240), a fronte di un incremento degli alimentari (+139), mentre rimane invariato il numero degli esercizi che vendono un poco di tutto (-4). Sempre con riferimento al 2021, si riduce di poco la superficie commerciale, che, nel 2024, arriva, complessivamente a 868.163 mq, a fronte degli 876.271 del 2021, con una contrazione di 8.108 mq, pari al -0,9%.
La densità dei piccoli esercizi commerciali nel territorio provinciale, nel 2024, è nell’ordine degli 10,7 punti vendita per ogni 1.000 abitanti, valore che si fissa a 15,4 in città, dove si contano 3.085 piccoli esercizi commerciali.
Sono, comunque, una decina i comuni bresciani con oltre 200 esercizi di vicinato con valori decrescenti da Desenzano (547) a Darfo Boario Terme (389), Montichiari (317), Orzinuovi (296), Salò (258), Rovato (257), Chiari (222) e Palazzolo sull’Oglio (205).
Nel territorio bresciano la presenza dei piccoli negozi è maggiore nei centri a vocazione turistica, con i picchi di Limone sul Garda (79,7 esercizi di vicinato per ogni 1.000 abitanti), Ponte di Legno (53,4) ed Edolo (35,5) e con valori comunque doppi rispetto alla media provinciale anche a Salò (25), Borno, Darfo Boario Terme, Sonico, Orzinuovi, Ceto, Moniga del Garda, Iseo, Gargnano, Idro e Temù (20 esercizi di vicinato per ogni 1.000 abitanti).
In montagna
La densità dei piccoli negozi è, invece, inferiore alla metà della media provinciale (10,7 esercizi x 1.000 abitanti) in oltre una cinquantina di comuni. Per altro verso, non si conta nessun negozio a Cerveno e Irma, che, insieme, superano di poco gli 800 abitanti.
Ma gli esercizi di vicinato sono una rarità, meno di 2 per ogni 1.000 residenti anche a Polaveno (0,8 x 1000 ab.), Nuvolera (1,1), Provaglio Val Sabbia (1,2), Brione e Corzano (1,3), Losine (1,6) e Caino, con solo 1,8 negozi di vicinato x ogni 1.000 abitanti). Tra il 2023 e il 2024, nella maggioranza dei Comuni bresciani, ben 114 su 205, il numero degli esercizi commerciali rimane immutato, mentre in 37 centri aumenta, anche solo di una unità, e in 44 si riduce. Il negozio sotto casa rimane un servizio importante e tenerlo aperto può fare la differenza sulla qualità della vita delle persone.
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