Cronaca

«Credere, Obbedire, Combattere»: Acquafredda, polemica per il motto fascista

La minoranza: «Più che conservazione, sembra una ricostruzione». Il sindaco: «Decide la Soprintendenza»
Giulia Bonardi
Fa discutere il restauro del motto fascista
Fa discutere il restauro del motto fascista

Una parte dell’opinione pubblica considera l’intervento un atto per «conservare» la storia e non cancellarla; l’altra, invece, è certa che quello realizzato ad Acquafredda vada oltre il «restauro conservativo». Il dibattito è tutt’attorno al restauro del motto fascista «Credere Obbedire Combattere» scritto sul muro di un edificio di piazza San Biagio.

«Recupero ricostruttivo»

La minoranza consiliare «Agorà-Acquafredda in Comune» è intervenuta ed è intenzionata ad approfondire la vicenda: «Mentre a Brescia viene revocata la cittadinanza onoraria a Mussolini, ad Acquafredda viene ripristinata una scritta, risalente al Ventennio, con il pretesto di un "restauro conservativo" che somiglia piuttosto a un “recupero ricostruttivo”: l’opera sembra nuova, ricompaiono lettere ormai cancellate dall’usura, scritte non presenti precedentemente o quasi totalmente scomparse – ha scritto il gruppo di minoranza –. Il rifacimento, che sembra eseguito ex novo, enfatizza l’impatto visivo della propaganda d’epoca». Il gruppo di minoranza evidenzia che il «restauro conservativo non prevede la leggibilità assoluta, ma la stabilizzazione della materia originale» ed «esprime perplessità sulla necessità di questo intervento, sulle procedure di realizzazione e sull’impatto sulla sensibilità dei cittadini».

«Decide la Soprintendenza»

Visto l’interesse sulla vicenda è intervenuto con una nota il sindaco Maurizio Donini. «L’iniziativa è stata promossa e finanziata da un’associazione privata (di cui non si specifica il nome, ndr) attiva nell’ambito del restauro e della valorizzazione del patrimonio storico che, il 25 maggio, ha inoltrato la richiesta di nullaosta per l’esecuzione delle opere di restauro conservativo alla Soprintendenza (inviandola per conoscenza all’Ufficio Tecnico del Comune) – scrive, in sintesi, Donini –. Il 21 settembre, il Comune ha ricevuto il provvedimento finale con cui la Soprintendenza ha rilasciato formale nulla osta, subordinandolo unicamente all’affidamento dei lavori a un restauratore abilitato e alla trasmissione della documentazione fotografica delle fasi operative».

«Rispetto della legalità»

Il Comune «verificata l’assenza di violazioni ai regolamenti urbanistici e edilizi locali, ha preso atto dell’autorizzazione e trasmetterà alla stessa Soprintendenza una formale richiesta di parere», ha aggiunto Donini. Il sindaco ha sottolineato che, in Italia, «si hanno svariate testimonianze di casi analoghi in cui il recupero di scritte o manufatti d’epoca è stato autorizzato o prescritto dalle Soprintendenze locali a fini puramente conservativi» e, pur «comprendendo che un’opera del genere, dal forte impatto simbolico, possa inevitabilmente riaccendere sentimenti contrari», ha auspicato «che prevalgano trasversalmente la serenità e il senso della misura», e assicurato che «le istituzioni garantiranno il rispetto della legalità, della memoria storica e del patrimonio, d’intesa con gli organi di tutela dello Stato». 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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