Ci eravamo lasciati con una buona dose di speranza. Ci ritroviamo con molto pessimismo. Ormai la Corda Molle è una strada piena di ostacoli. Gestionali e burocratici, chiaramente.
Da venerdì primo maggio pagano tutti. E l’unico sconto previsto è quello garantito dalla concessionaria Autovia Padana per i residenti dei 22 Comuni attraversati o nel raggio di due chilometri dal raccordo austostradale e per quelli della città. Il Broletto – in accordo con i sei rappresentanti dei sindaci e le associazioni di categoria – ha infatti deciso di non agevolare direttamente chi abita nelle vicinanze della Corda Molle. Questo perché in Provincia si sta studiando una soluzione alternativa, che preveda una scontistica per i pendolari, a prescindere dal criterio di residenza.
Il nodo
Una proposta più democratica, che non risolve però il problema legato alle risorse. Qualsiasi riduzione del pedaggio sarà infatti possibile solo se si troveranno dei fondi. Perché il bilancio provinciale è già tarato al centesimo e non esistono soluzioni alternative. Di quanti soldi parliamo? Inizialmente potrebbero bastare 1,5 milioni di euro all’anno, ma dal 2028 – con l’aumento del pedaggio sul raccordo (già previsto nel Piano economico finanziario) – la spesa potrebbe arrivare a 3 milioni di euro. Non è infatti un caso che sia proprio la cifra messa a disposizione da Autovia Padana per lo sconto ai residenti.
Insomma, un bel gruzzolo, che il Broletto sperava potesse arrivare (almeno per i primi due anni) da Roma. Ma settimana scorsa – quando in Senato si è discussa la conversione in legge del decreto dell’11 marzo sulle misure urgenti per commissari straordinari e concessioni – l’emendamento che chiedeva l’autorizzazione alla spesa di un milione di euro per il 2026 e di 1,5 milioni di euro per il 2027 «al fine di potenziare il servizio di trasporto pubblico locale della provincia di Brescia, funzionale a garantire una migliore accessibilità ai territori interessati alla manifestazione sportiva 1000 Miglia» è stato dichiarato improponibile.
Fondi che non erano direttamente destinati alla Corda Molle – anche perché soldi diretti per l’infrastruttura non possono arrivare (i famosi aiuti di Stato) – ma che avrebbero permesso al Broletto di coprire alcune spese del bilancio e spostare così altre risorse sul raccordo autostradale. Niente da fare. E così la Provincia si trova con l’ennesima patata bollente tra le mani. Pure perché dalla Lombardia arriva la conferma che di finanziamenti regionali non si è mai parlato e che la questione ha sempre riguardato esclusivamente il Broletto e il ministero dei Trasporti.
La speranza è l’ultima a morire, ma lo spettro del pagamento integrale per i pendolari si sta materializzando.




