CronacaBassa

Corda Molle, lanciata una nuova petizione contro il pedaggio

Giulia Bonardi
Lanciata su Change.org dal monteclarense Maurizio Buonocore. Due anni fa il sindaco di Montirone fece una mossa simile: furono certificate oltre 13mila firme
La petizione pubblicata di Change.org
La petizione pubblicata di Change.org
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«No al pedaggio sulla Corda Molle (Ospitaletto-Montichiari)»: è la petizione lanciata su Change.org e promossa da un cittadino di Montichiari per «bloccare il pedaggio».

La pubblicazione della petizione risale alla tarda serata di ieri (sabato), quindi la raccolta firme è solo agli inizi, ma promette di raccogliere molte adesioni. Così come aveva avuto seguito quella lanciata nel febbraio di due anni fa dal sindaco di Montirone Filippo Spagnoli. Organizzata allora come oggi per protesta, le firme certificate superarono le 13mila.

A rilanciare la protesta con il medesimo strumento è il monteclarense Maurizio Buonocore che, oltre a essere conosciuto localmente per via del suo impegno sul fronte degli eventi culturali, lavora a Brescia. Proprio per questo ben conosce le esigenze di chi deve spostarsi quotidianamente.

La petizione

«Chiediamo la revisione immediata della decisione di introdurre il pedaggio sulla Corda Molle, una strada utilizzata ogni giorno da migliaia di cittadini, lavoratori e famiglie del territorio bresciano» si legge sulla piattaforma nel testo della petizione. «Chiediamo al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, alla Provincia di Brescia e a tutti gli enti competenti la revisione della convenzione che consente il pedaggio sulla tratta; la sospensione del pagamento; un confronto aperto con cittadini, imprese e amministrazioni locali; la tutela della viabilità ordinaria per evitare sovraccarichi pericolosi- si afferma in chiusura-. Non siamo contrari allo sviluppo infrastrutturale.
Siamo contrari a decisioni che ricadono economicamente su chi vive quotidianamente il territorio senza un reale coinvolgimento della comunità. La Corda Molle è un collegamento del territorio, non un lusso. Firmiamo per difendere il diritto alla mobilità accessibile e sostenibile».

Nel testo dell'iniziativa si sostiene anche che «farne oggi una tratta a pagamento significa: penalizzare economicamente chi vive e lavora sul territorio, spostare il traffico verso strade secondarie meno sicure, creare disuguaglianze tra residenti e non residenti, colpire il tessuto produttivo locale».

Buonocore, da noi contattato, evidenzia anche quanto sia disagevole chidere l’ensenzione: «A differenza dei molti interventi che sono circolati sino a ora e delle varie prese di posizione in merito, sottolineo che io ne faccio una questione politica: al di là della posizione politica di ciascuno, bisogna trovare una soluzione affinché questa scelta non vada a gravare su cittadini e territori» commenta Buonocore

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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