Corda Molle, tra i dubbi dei cittadini e la difficile partita dei fondi

Usciamo dalla chiacchiera da bar. «Quel milione e mezzo poteva essere usato per altro. E alla fine ci rimette sempre il cittadino». Riassumendo, è più o meno questo il pensiero che tra molti circola a proposito della Corda Molle e dei fondi che la Provincia ha messo a disposizione per permettere – con l’aiuto del concessionario Autovia Padana – ai residenti di 20 paesi di non pagare il pedaggio.
Le risorse possono sempre essere usate per altro. Che siano ponti, strade, telecamere, polizia o qualsiasi altra cosa che fa capo a un ente pubblico. Il discorso quindi regge fino a un certo punto. Ma è comprensibile, e in questo caso evidente, che chi sul raccordo Ospitaletto-Montichiari non ci passerà mai non ha accolto proprio con favore l’idea di destinare lì dei fondi pubblici.
La questione però qui è più ampia. La cosa utile, adesso, sarebbe infatti capire da dove arriva questo milione e mezzo. Soprattutto perché il bilancio della Provincia si regge sempre su un equilibrio precario. Dopo la legge Delrio del 2014, trovare capitale è la vera sfida del Broletto (e delle Amministrazioni provinciali in generale). A domanda esplicita il vicepresidente Fabio Rolfi ha risposto prendendosi un po’ di tempo: «Noi abbiamo firmato un impegno e non abbiamo ancora fatto una variazione di bilancio. Quando la faremo si capirà da dove abbiamo preso le risorse. Non c’è un trasferimento diretto dal Ministero».
Ecco, quest’ultimo passaggio potrebbe voler dire che dallo Stato arriveranno aiuti economici per coprire altre spese di bilancio della Provincia, permettendo così al Broletto di spostare dei fondi per garantire la gratuità della Corda Molle. Sempre di soldi dei contribuenti si tratta, ma a questo punto non sarebbero più solo quelli dei bresciani. Aspetteremo il bilancio per averne la certezza.
Esenzione
Nel frattempo i cittadini dei 20 paesi esentati dal pedaggio hanno iniziato a registrarsi sul portale di Autovia Padana, operazione obbligatoria – anche per chi possiede dispositivi di telepedaggio – se non si vuole pagare la tratta. L’operazione non è semplicissima – o meglio – il processo non è particolarmente immediato: oltre ai dati anagrafici da inserire ci sono delle autocertificazioni da firmare, che devono poi essere convalidate dal concessionario autostradale.
C’è poi un’altra questione che ha tenuto banco in questi giorni: l’agevolazione ai residenti si applica anche alle aziende che hanno la sede legale in uno dei Comuni interessati dal raccordo? Risponde direttamente Autovia Padana. «È indirizzata solo alle persone fisiche, non è invece prevista per le imprese giuridiche».
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