Palazzolo sull’Oglio-Castenedolo: 45 chilometri, suppergiù, che Manuel Portole, quarantenne palazzolese, percorre per sei giorni a settimana per raggiungere l’azienda in cui lavora. Ma se prima dell’1 marzo la scelta della strada da percorrere per raggiungere il luogo di lavoro era scontata, da quando la Corda Molle è a pagamento i ragionamenti da fare sono diversi. Lui, come altre persone, alla fine è tornato all’ovile scegliendo comunque il raccordo Ospitaletto-Montichiari, ma, conti alla mano, non si tratta di una decisione a cuor leggero. Al contrario del suo portafogli: quello sì che si è alleggerito.
Lei è uno degli utenti che ha provato a spostarsi su altre strade, tornando poi in Corda Molle e decidendo di pagare il pedaggio. Come mai?
Sono due anni e mezzo che lavoro a Castenedolo. I primi tempi alternavo: un po’ Corda Molle, un po’ BreBeMi. Quando hanno messo a pagamento la prima, ho provato a spostarmi sulle altre strade interne, ma ci sono state grosse ripercussioni, immediatamente. Tutte le strade non a pagamento erano intasate. Impiegavo venti minuti in più a tratta. Ho resistito pochi giorni: era davvero stressante.
Si è accorto del cambiamento di flusso in Corda Molle?
Tantissimo. I primi giorni non c’era nessuno, ma proprio nessuno. Incrociavo tre o quattro automobili al mattino e altrettante la sera. E ora mi pare che rispetto a prima ci sia comunque la metà del traffico. Ma non sono l'unico che si è piegato al pagamento: negli ultimi tre mesi trovo ci sia qualcuno in più.
Economicamente immagino sia un peso...
Lo è. Per me è un investimento: risparmio quaranta minuti di automobile al giorno, ma spendo molto di più. La tredicesima, praticamente: più o meno la tratta che compio costa 2,10 euro, 4,40 euro al giorno, per sei giorni a settimana. Arrivo a spendere anche a 120 euro al mese.
E per quanto riguarda il carburante?
Il chilometraggio più o meno è lo stesso, anche quando prendo strade alternative, quindi non cambia di molto. Il peso maggiore sono proprio quei 5 euro circa al giorno che prima non pagavo. Nel contratto di lavoro c’è un rimborso spese, ma già lo avevo prima che introducessero il pedaggio, quindi per me – e per molti altri – resta una perdita sullo stipendio mensile. A proposito di pagamenti: la segnaletica è a mio parere fuorviante. «Free flow» si riferisce al pedaggio senza fermarsi, ma per le persone che conoscono poco l’inglese, che non hanno l’applicazione o che non hanno dimestichezza con questo tipo di cartelli può essere fuorviante. «Free» fa pensare a «gratis», ma a fine mese arriva la sorpresa.
La situazione le farebbe valutare un cambio di lavoro, per avvicinarsi a casa o evitare pedaggi?
Attualmente no. Ho uno stipendio che mi permette di sostenere la spesa, ma devo ammettere che il calcolo annuale fa riflettere. Anche perché non è detto che le aziende siano disposte a rivedere i contratti.




