Venti centesimi al litro. In tempi come questi tanto basta per assaltare i distributori di carburante, per svuotare i serbatoi delle stazioni, per mettersi in fila col motore acceso. È quello che è accaduto ieri a Brescia come nel resto d’Italia, dopo il colpo di coda di Eni che ha fissato il tetto ai prezzi: 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro al litro per il gasolio.
Le stazioni più convenienti
Nelle ore di punta in centinaia hanno deciso di deviare sulle stazioni di servizio più convenienti della provincia. «Dalla mattina i clienti, soprattutto nuovi, sono stati davvero tanti», ammette un gestore in città. «E abbiamo fatto tanti pieni, rispetto alle scorse settimane». Ci sono anche gli habitué, che si dicono «fortunati ad avere la stazione più conveniente sotto casa», ma i flussi maggiori sono quelli di chi va a caccia del prezzo basso. E le voci dei clienti lo confermano.
«Sono venuto appositamente qui; ho girato altre tre stazioni ma non ho trovato un prezzo così competitivo». E tutti si dicono soddisfatti, anche se con circospezione. «È una misura sicuramente positiva, meglio di niente. Conviene soprattutto a chi viaggia molto», risponde un pensionato. A fargli eco una donna: «Ho fatto il pieno perché non sappiamo per quanto tempo ci saranno questi prezzi, non credo per molto». E poi c’è chi, particolarmente informato sulle ultime vicende, dice piccato: «Non capisco cosa voglia dire concorrenza sleale: è libero mercato. Di certo queste modifiche vanno benissimo per noi automobilisti». Pragmatismo bresciano.

La misura
Di certo quella attivata ieri per contrastare un caro carburanti che pare inesorabile è una misura senza precedenti, nata su impulso del cane a sei zampe e immediatamente seguita dal gruppo controllato da Socar (che gestisce i marchi IP ed Esso).
Fino a ieri mattina, però, le stazioni di servizio Ip di Brescia riportavano ancora i prezzi in linea con la media regionale, ovvero: 2,149 euro al litro per la benzina e 2,337 euro al litro per il gasolio (in modalità self-service). Anche nel resto d’Italia, infatti, l’estensione alla rete da parte di Ip è a macchia di leopardo: secondo quanto annunciato dalla società verranno coinvolti prima i punti vendita di proprietà per poi ampliare la misura a tutti i distributori con il marchio Ip.
I malumori
Allarme caro carburante rientrato, dunque? Non proprio. Non è ancora chiaro per quanto tempo i prezzi resteranno congelati (si parla di un mese, ma si potrebbe arrivare a fine anno). E comunque la scelta potrebbe non essere indolore. Anche tra i gestori bresciani delle stazioni interessate non mancano i malumori. «In sole due ore abbiamo già perso 250 euro rispetto a una giornata normale. L’eventuale incremento di clienti non sopperirà alle perdite e vedremo quali saranno i ristori da parte di Eni», dice uno di loro. Intanto si preparano alla protesta contro il caro-carburante tassisti, autotrasportatori e agricoltori. Tutto fa pensare che né i tagli delle accise del governo né l’iniziativa di Eni e Ip possano mettere alle spalle l’emergenza.




