Dovrà risarcire al Comune di Concesio quasi 783mila euro l’ex dipendente che aveva sottratto denaro dalle casse pubbliche. Il Tribunale di Brescia, sezione Lavoro, l’ha condannata a versare 762.916 euro per gli ammanchi e altri 20mila per il danno all’immagine, oltre a rivalutazione, interessi e spese legali. La notizia arriva dall’Amministrazione comunale che, dopo il procedimento penale, aveva intrapreso anche la strada civile per ottenere la restituzione del denaro.
Il nuovo provvedimento si aggiunge alla condanna per peculato già diventata irrevocabile, con una pena di tre anni, nove mesi e sedici giorni di reclusione. La vicenda era emersa nel novembre 2024, quando una segnalazione bancaria su alcune operazioni anomale aveva fatto scattare gli accertamenti. Gli approfondimenti successivi avevano permesso di ricostruire una serie di movimentazioni e sottrazioni di risorse che risalivano anche a prima del 2015. Di fronte a quanto scoperto erano stati disposti il licenziamento per giusta causa e l’avvio delle azioni giudiziarie a tutela del patrimonio pubblico.
Percorso su più fronti
Il percorso si è sviluppato su più fronti. A quello penale si sono affiancati la causa civile e il procedimento davanti alla Corte dei conti, nel quale sono state coinvolte le due tesorerie succedutesi negli anni. Anche quest’ultimo filone, precisa la nota comunale, si è concluso e ha consentito di recuperare una parte del danno economico. La nota tratta anche la trasparenza: «In una vicenda così delicata il Comune ha inoltre ritenuto importante mantenere informata la cittadinanza sugli sviluppi, nel rispetto della riservatezza e delle procedure in corso».
Nelle motivazioni la giudice, secondo quanto riportato nel comunicato, ha evidenziato anche la tempestività della reazione alla scoperta degli ammanchi: l’adozione della più grave sanzione disciplinare ha contribuito a contenere le conseguenze negative sulla credibilità dell’istituzione. «La tutela delle risorse pubbliche non è soltanto un obbligo amministrativo, ma una responsabilità nei confronti di tutti i cittadini – sottolinea l’Amministrazione –. Le somme sottratte appartengono alla comunità e ogni iniziativa utile a recuperarne il valore rappresenta un dovere preminente».
L’impegno proseguirà quindi per dare seguito alla decisione del Tribunale: «Di fronte a comportamenti che danneggiano l’ente e la collettività, occorre intervenire con fermezza e agire concretamente per tutelare il patrimonio pubblico e ricostruire la giusta fiducia dei cittadini».



