Con il progetto Polaris l’inclusione sociale diventa inserimento lavorativo

L’iniziativa mira a favorire l’inserimento di richiedenti asilo e Neet, e a rispondere al fabbisogno delle imprese
Alcuni richiedenti asilo a lezione di italiano
Alcuni richiedenti asilo a lezione di italiano
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Barconi che navigano senza una meta nel Mediterraneo, naufragi fantasma e uomini disidrati, infreddoliti, sfiniti. Uno scenario che si ripete ogni giorno e un viaggio che migliaia di migranti affrontano nel tentativo di raggiungere le coste europee. Il tutto per un sogno comune: un futuro più luminoso e una possibilità di lavoro concreta.

A cercare di trasformare quest’utopia in realtà c’è Polaris (Percorsi di orientamento e lavoro per l’autonomia e l’inclusione sociale), un progetto che rivolge un’attenzione particolare ai richiedenti asilo ospitati nei Cas (Centri di accoglienza straordinaria) e contrasta il fenomeno dei Neet, giovani che non studiano né lavorano, nei territori di Brescia, Cremona e Mantova.

Di cosa parliamo

Tre sono le direttive: favorire l’inserimento lavorativo, promuovere l’inclusione sociale e rispondere al bisogno delle imprese. Un piano ambizioso che nasce dall’esperienza di successo «Opportunità e inclusione, imprese e comunità», realizzata al Cas di Gambara e coordinata dall’Hub della Conoscenza in collaborazione con il Comune di Gambara, Cassa Padana BCC e l’agenzia per il lavoro Al centro di Cremona. 

«Durante quell’esperienza – spiega Giuliano Noci, prorettore del Politecnico di Milano e direttore dell’Hub della Conoscenza – siamo riusciti a coniugare due esigenze fondamentali: offrire un futuro concreto ai giovani e, allo stesso tempo, rispondere al fabbisogno delle imprese, spesso in difficoltà nel reperire manodopera. Polaris nasce proprio da qui, con lo scopo di consolidare questo approccio, integrando conoscenza, formazione e sistema produttivo in un modello strutturato, capace di generare un impatto concreto e misurabile».

Chi sono i promotori

A fargli eco il direttore generale del Cfp Zanardelli, Federico Fontana, che ha evidenziato come il Centro formativo – che è capofila del progetto – si occuperà della gestione amministrativa e finanziaria, e guiderà la rete tra istituzioni. «Polaris mette al centro la persona, costruendo risposte personalizzate e sostenibili, in grado di accompagnare i giovani verso l’autonomia e rafforzare il legame tra formazione e aziende».

Insieme all’ente capofila c’è il polo di Cremona del Politecnico di Milano, che si occuperà del metodo, attraverso attività di monitoraggio e valutazione. 

Il bando

Polaris è risultato vincitore del bando «ZeroNeet» della Regione e di Fondazione Cariplo, che cerca di favorire un modello di cooperazione tra scuole, istituzioni, imprese e terzo settore per rispondere ai bisogni dei giovani della Lombardia orientale.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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