Cronaca

Coltivavano marijuana con la corrente rubata: danno da 166mila euro

La Procura di Brescia ha chiesto il rinvio a giudizio per dodici persone: sequestrate quasi mille piante
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

La Guardia di Finanza nella piantagione di marijuana
La Guardia di Finanza nella piantagione di marijuana

Oltre 166 mila euro di corrente elettrica rubata per far crescere quasi mille piante di marijuana. Sono i numeri dell’inchiesta della Procura di Brescia, che ha chiesto il rinvio a giudizio per dodici persone, tra i 30 e i 43 anni, accusate di aver allestito due serre clandestine in capannoni tra Brescia e Poncarale, dando vita – secondo l’accusa – a una produzione di droga su scala industriale.

Il pubblico ministero contesta una coltivazione composta da 952 piante di marijuana, dalle quali sono stati sequestrati 88,5 chilogrammi di infiorescenze già raccolte e altri 19,8 chilogrammi di foglie, con un principio attivo fino al 31%. Nel capo d’imputazione viene contestata anche l’aggravante dell’ingente quantitativo di sostanza stupefacente.

Secondo la ricostruzione della Procura, il gruppo era organizzato con ruoli ben precisi. Un 43enne avrebbe ideato e gestito l’intera attività mettendo a disposizione gli immobili; un altro imputato, anche lui 43enne, avrebbe finanziato l’operazione con un investimento di 100 mila euro destinato all’acquisto di materiali e attrezzature, oltre a reclutare gli operai impiegati nella coltivazione.

Un 43enne modenese, invece, avrebbe fornito semi, talee e tutto il materiale necessario per l’allestimento delle serre, mentre altri cinque imputati avrebbero curato quotidianamente le piante, il raccolto e la lavorazione della marijuana, ricevendo parte della droga come compenso e trasformandone una parte in hashish destinato allo spaccio nel Veronese. Un altro imputato avrebbe infine custodito e lavorato parte della produzione.

Allacci abusivi

Per mantenere in funzione gli impianti di illuminazione, ventilazione e irrigazione delle serre, sarebbero stati realizzati allacci abusivi alla rete elettrica. Il danno più consistente riguarda E-Distribuzione, alla quale sarebbero stati sottratti 656.646 chilowattora, per un valore di 115.504 euro. A questo si aggiunge un secondo furto di energia contestato ai danni di Unareti, quantificato in 49.781 euro. Complessivamente, secondo l’accusa, l’energia sottratta supera quindi i 166 mila euro. Nel fascicolo compare anche un terzo episodio, relativo all’alimentazione abusiva di un’abitazione privata, con un danno di ulteriori 1.469 euro.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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