Oltre 166 mila euro di corrente elettrica rubata per far crescere quasi mille piante di marijuana. Sono i numeri dell’inchiesta della Procura di Brescia, che ha chiesto il rinvio a giudizio per dodici persone, tra i 30 e i 43 anni, accusate di aver allestito due serre clandestine in capannoni tra Brescia e Poncarale, dando vita – secondo l’accusa – a una produzione di droga su scala industriale.
Il pubblico ministero contesta una coltivazione composta da 952 piante di marijuana, dalle quali sono stati sequestrati 88,5 chilogrammi di infiorescenze già raccolte e altri 19,8 chilogrammi di foglie, con un principio attivo fino al 31%. Nel capo d’imputazione viene contestata anche l’aggravante dell’ingente quantitativo di sostanza stupefacente.
Secondo la ricostruzione della Procura, il gruppo era organizzato con ruoli ben precisi. Un 43enne avrebbe ideato e gestito l’intera attività mettendo a disposizione gli immobili; un altro imputato, anche lui 43enne, avrebbe finanziato l’operazione con un investimento di 100 mila euro destinato all’acquisto di materiali e attrezzature, oltre a reclutare gli operai impiegati nella coltivazione.
Un 43enne modenese, invece, avrebbe fornito semi, talee e tutto il materiale necessario per l’allestimento delle serre, mentre altri cinque imputati avrebbero curato quotidianamente le piante, il raccolto e la lavorazione della marijuana, ricevendo parte della droga come compenso e trasformandone una parte in hashish destinato allo spaccio nel Veronese. Un altro imputato avrebbe infine custodito e lavorato parte della produzione.
Allacci abusivi
Per mantenere in funzione gli impianti di illuminazione, ventilazione e irrigazione delle serre, sarebbero stati realizzati allacci abusivi alla rete elettrica. Il danno più consistente riguarda E-Distribuzione, alla quale sarebbero stati sottratti 656.646 chilowattora, per un valore di 115.504 euro. A questo si aggiunge un secondo furto di energia contestato ai danni di Unareti, quantificato in 49.781 euro. Complessivamente, secondo l’accusa, l’energia sottratta supera quindi i 166 mila euro. Nel fascicolo compare anche un terzo episodio, relativo all’alimentazione abusiva di un’abitazione privata, con un danno di ulteriori 1.469 euro.




