Cronaca

Per la chiesetta dell’oratorio di Ghedi serve una maxi cura

Il tetto va sistemato e l’umidità sta danneggiando l’interno: la storica chiesetta di Santa Caterina ha bisogno di essere restaurata. Si ipotizza una spesa di almeno 150mila euro
Gianantonio Frosio
Uno scorcio della chiesa dell'oratorio
Uno scorcio della chiesa dell'oratorio

Anni fa qualcuno aveva ipotizzato di tenere solo l’abside e l’altare, abbattere tutto il resto e ricostruire alcune parti in vetro. Il Comitato per gli affari economici della Parrocchia aveva cassato questa insana idea, così la chiesetta del ‘600 intitolata a Santa Caterina da Alessandria è ancora al suo posto, a guardia dell’oratorio.

Però ha bisogno di un risanamento. Oltre che da sopra (il tetto è messo male, con i coppi sbriciolati e dissestati; pure il campanile non se la passa bene, e le campane sono inutilizzabili), l’umidità avanza anche da sotto: dalle fondamenta risale fino a un paio di metri, danneggiando gli intonaci.

Situazione

«Per tamponare la situazione – ricorda don Federico Corsini, che dall’anno scorso si prende cura dell’oratorio, chiesetta compresa – negli anni ’70 era stato applicato uno zoccolo di marmo, che però non è servito a niente, perché l’umidità risale dall’interno dei muri».

Urge intervenire. Dal momento che la chiesetta è sottoposta a tutela, prima di mettere mano al progetto di restauro, insieme con la Soprintendenza sono stati fatti alcuni saggi stratigrafici, dai quali è risultato che sotto gli intonaci non ci sono affreschi o altri tesori da preservare. Dunque si può procedere con le fasi preliminari.

«Niente scavi o interventi invasivi - precisa don Federico -. Ci limiteremo a un restauro conservativo per evitare che la struttura non si degradi».

Ricerca dei fondi

Una volta rimessa a posto, la chiesetta potrà essere utilizzata non solo per le esigenze dell’oratorio, ma anche per le messe dei giorni feriali, oggi celebrate nella chiesa parrocchiale. A queste messe partecipano pochi fedeli: aprire e, soprattutto d’inverno, riscaldare la grande parrocchiale ha costi proibitivi. La chiesetta dell’oratorio sarebbe molto più parsimoniosa.

L’aspetto economico è ancora da circostanziare, ma di sicuro non basteranno 100-150mila euro. Che ovviamente sono ancora da trovare: si vedrà come. Come dice sempre il parroco don Lucio Sala: «Ci affideremo anche alla Provvidenza».

Con questa ristrutturazione si completa un trittico di interventi a cui la parrocchia deve porre mano: un costoso terzetto che comprende anche il restauro dell’organo di San Rocco e la facciata della parrocchiale.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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