Nuovo passo in avanti verso la creazione di un hub culturale per raccontare la Vallecamonica attraverso l’archeologia, il paesaggio, la storia e la memoria industriale. La gara di progettazione di Imago, che nascerà negli spazi dell’ex filatura Nk di Ceto, è stata vinta dal raggruppamento guidato da Politecnica Building for humans (coordinamento progetto, strutture, impianti, sostenibilità, prevenzione incendi, acustica, sicurezza e mobilità), insieme a Park associati e Amdl circle per la parte architettonica e a Studio Mattioli per gli aspetti geologici e archeologici. L’intervento è promosso dal Comune di Ceto, con stazione appaltante la Comunità montana e il coordinamento scientifico di Imago diretto da Luca Molinari.
Costruire dialogo
Il progetto parte dall’idea di assumere il paesaggio come matrice dell’intervento e costruire un dialogo tra patrimonio culturale, ambiente e comunità. Un ruolo centrale è naturalmente affidato alle incisioni rupestri, uno degli elementi identitari della Vallecamonica e che qui diventano chiave interpretativa anche per le scelte architettoniche. La struttura sarà concepita non come un semplice edificio espositivo, ma come un’infrastruttura culturale aperta e connessa con il territorio, dove sono previsti spazi per mostre e ricerca, un auditorium, servizi e aree per l’accoglienza dei visitatori, oltre a collegamenti con percorsi capaci di mettere in relazione archeologia e ambiente naturale.
L’obiettivo è rafforzare una narrazione contemporanea e internazionale del patrimonio camuno, facendo del nuovo polo di Ceto un punto di riferimento per residenti, studiosi e visitatori. L’impostazione premiata delinea una visione che supera la dimensione del singolo edificio, individuando nel nuovo polo uno strumento di connessione, con l’obiettivo di costruire una rinnovata narrazione della Valle e proiettarne il valore storico in una dimensione contemporanea e internazionale.
Porta d’accesso
Il nuovo polo si propone come porta d’accesso alla valle, situato tra la Concarena e il Pizzo Badile, due montagne simbolo della Valcamonica. Il progetto s’inserisce infine nel percorso verso il 2029, anno del cinquantesimo dell’iscrizione Unesco e per il quale la Valle ha avviato la candidatura a Capitale italiana della cultura.



