Cronaca

Ceto, passi avanti per il nuovo hub culturale: porta d’accesso alla Valle

La gara di progettazione del nuovo centro è stata vinta da un raggruppamento formato da diverse realtà, guidato Politecnica Building for humans
Giuliana Mossoni
L'hub sorgerà al posto dell'ex filatura Nk
L'hub sorgerà al posto dell'ex filatura Nk

Nuovo passo in avanti verso la creazione di un hub culturale per raccontare la Vallecamonica attraverso l’archeologia, il paesaggio, la storia e la memoria industriale. La gara di progettazione di Imago, che nascerà negli spazi dell’ex filatura Nk di Ceto, è stata vinta dal raggruppamento guidato da Politecnica Building for humans (coordinamento progetto, strutture, impianti, sostenibilità, prevenzione incendi, acustica, sicurezza e mobilità), insieme a Park associati e Amdl circle per la parte architettonica e a Studio Mattioli per gli aspetti geologici e archeologici. L’intervento è promosso dal Comune di Ceto, con stazione appaltante la Comunità montana e il coordinamento scientifico di Imago diretto da Luca Molinari.

Costruire dialogo

Il progetto parte dall’idea di assumere il paesaggio come matrice dell’intervento e costruire un dialogo tra patrimonio culturale, ambiente e comunità. Un ruolo centrale è naturalmente affidato alle incisioni rupestri, uno degli elementi identitari della Vallecamonica e che qui diventano chiave interpretativa anche per le scelte architettoniche. La struttura sarà concepita non come un semplice edificio espositivo, ma come un’infrastruttura culturale aperta e connessa con il territorio, dove sono previsti spazi per mostre e ricerca, un auditorium, servizi e aree per l’accoglienza dei visitatori, oltre a collegamenti con percorsi capaci di mettere in relazione archeologia e ambiente naturale.

L’obiettivo è rafforzare una narrazione contemporanea e internazionale del patrimonio camuno, facendo del nuovo polo di Ceto un punto di riferimento per residenti, studiosi e visitatori. L’impostazione premiata delinea una visione che supera la dimensione del singolo edificio, individuando nel nuovo polo uno strumento di connessione, con l’obiettivo di costruire una rinnovata narrazione della Valle e proiettarne il valore storico in una dimensione contemporanea e internazionale.

Porta d’accesso

Il nuovo polo si propone come porta d’accesso alla valle, situato tra la Concarena e il Pizzo Badile, due montagne simbolo della Valcamonica. Il progetto s’inserisce infine nel percorso verso il 2029, anno del cinquantesimo dell’iscrizione Unesco e per il quale la Valle ha avviato la candidatura a Capitale italiana della cultura.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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