I cinque cartelli che sfoggiano il triangolo giallo con il trifoglio nero impresso all’interno (simbolo della radioattività) contraddistinguono il suo stato di salute precario da più di venticinque anni. Ma ad avvertire chi si trova nei paraggi sono anche le scritte che accompagnano il logo: «Zona controllata, irradiazione esterna e contaminazione». Il quartiere è Buffalora: tra via Cerca e via Serenissima (a pochi passi dal Parco delle Cave) c’è quella che nei dossier nazionali è classificata come la seconda discarica con scorie radioattive non nucleari più grande d’Italia, ma a Brescia tutti la conoscono per la sua storia industriale passata (proprio lì c’era la casa della ex Cagimetal, azienda che lavorava scorie e rottami, poi fallita) e per il nome dei proprietari che hanno poi ereditato quella cava, la ex cava Piccinelli appunto. Ora, dopo anni di sostanziale stasi e di battaglie contro i mulini a vento della burocrazia, arriva una buona notizia: l’ingranaggio per aprire la strada alla messa in sicurezza (o alla bonifica) di quell’area si è messo in moto con tanto di documenti, cronoprogramma e vademecum d’azione. Una marcia che, però, trascina con sé anche una vecchia incognita: il grattacapo dei fondi.
Trovati nuovi rifiuti
Di cosa si tratta e a chi spetta occuparsi della situazione? I rifiuti da maneggiare sono scorie radioattive: nello specifico si tratta di 1.800 tonnellate di scarti di acciaieria impregnati di Cesio 137. Proprio per questo l’area è monitorata in continuo dall’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente: «Le analisi sono costanti - rimarcano l’assessora alla Transizione ecologica Camilla Bianchi e l’ing. Susi Canti - e nella falda non è stato riscontrato alcun superamento dei limiti di legge né dal punto di vista ambientale né dal punto di vista radiologico». La storia dell’area Piccinelli è infatti finita sul groppone del Comune, che si trova a dover agire in via sostitutiva su incarico della Prefettura (a cui è affidata la competenza, appunto, per vigilare sui siti contaminati da materiali radioattivi).




