Nel Bresciano ci sarebbero cinquemila persone fragili in attesa di risposta alla loro richiesta di accertamento della disabilità. Aspettano che il loro caso venga sottoposto alle Unità valutative di base istituite dall’Inps nel rispetto della Riforma che si sta sperimentando in nove province, tra le quali la nostra. La questione preoccupa l’on. Gian Antonio Girelli (Pd), che su questo tema ha presentato un’interrogazione al ministro della Salute Orazio Schillaci, e l’Ordine dei Medici di Brescia, attivo su più fronti affinché si possa trovare al più presto una soluzione. Altrimenti, osserva il segretario Bruno Platto, «rischiamo che a fine anno ci siano 15-20mila domande al palo».
«Situazione inaccettabile»
Il deputato di origine bresciana Girelli parla di situazione «non accettabile»: vuole sapere se il ministro ne è a conoscenza e cosa intenda fare «per evitare che persone che già si trovano in condizioni di fragilità siano costrette a sopportare lungaggini burocratiche di cui non hanno alcuna colpa». Il problema – ricordiamo – riguarda l’analisi delle istanze a cura delle Unità valutative di base. In ciascuna di queste Unità deve esserci un medico legale. Ma i medici legali (e non solo) sono figure difficili da reperire. Così l’Inps per ora è riuscito a costituire Unità di valutazione di base solo a Brescia, Chiari e Desenzano; un’altra è prevista in Valcamonica. Poche per far fronte a tutte le richieste che continuano ad arrivare.




