Cronaca

Gli abbonati del GdB scoprono la magia della stampa al Csq di Erbusco

Lettori in visita alle rotative per scoprire come nasce il giornale, tra tecnologia e ricordi: «Potessimo, faremmo subito un bis»
Lara Minelli
La visita degli abbonati GdB al Centro stampa quotidiani di Erbusco
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La visita degli abbonati GdB al Centro stampa quotidiani di Erbusco

Torniamo alla sera del 26 aprile 1945, quando la fine della guerra non è più solo una speranza. Un gruppo di cronisti si riunisce in Broletto. Non può più attendere. Quella notte nasce il Giornale di Brescia. La Linotype fa rumore, ma mai quanto il titolo della prima pagina: «Brescia è libera». Da allora una bellissima storia d’amore. C’era una volta il Giornale di Brescia: 81 anni in punta di penna e su chilometri di carta. Per chi la guerra l’ha vissuta «il giornale era la nostra libertà». Per chi ha fatto l’edicolante: «L’incontro con l’altro, un sorriso e due parole al mattino». Un modo per iniziare bene la giornata che risuona: «GdB e caffè». Una tradizione che passa di famiglia in famiglia. Assistere a quel dietro le quinte dello spettacolo è un momento mistico. E un desiderio naturale per chi tiene tra le braccia quelle pagine a volte ingombranti. «Il digitale dà la notizia, ma è la carta che dà la magia».

Il titolo della prima pagina del Giornale di Brescia - © www.giornaledibrescia.it
Il titolo della prima pagina del Giornale di Brescia - © www.giornaledibrescia.it

La visita

Una visita al Centro Stampa Quotidiani carica di aspettative e più che riuscita: «Se potessi, farei subito un bis». Una notte magica, quella vissuta da una sessantina di abbonati, venerdì sera al Centro stampa quotidiani di Erbusco. I più fortunati e i più veloci: le prenotazioni sono andate sold out in meno di un’ora. A svelare dettagli di chi le notizie le sceglie, scrive e impagina ogni giorno e chi con cura le stampa e carica sui furgoni, perché entro le 3 del mattino raggiungano tutti i distributori, sono il direttore del nostro giornale, Giorgio Bardaglio, Dario De Cian, direttore generale del Csq e il direttore amministrativo, Massimo Calzoni. È così che Via dell’Industria, 52 di Erbusco si è trasformata per i nostri abbonati in «un viaggio straordinario, domani il caffè avrà un sapore diverso», diranno alcuni a fine visita.

Sfida continua

Il Csq è un laboratorio di ingegneria e investimenti importanti, che non smette di credere nella sua attività: «Fino ad oggi abbiamo investito quasi 140 milioni e ne stiamo prevedendo altri due. Continuiamo ad investire, anche se le preoccupazioni ci sono. Dalla fine degli anni 2000 ci siamo trovati nella tempesta perfetta: internet, le Lehman Brothers e la crisi dell’editoria», spiega De Cian. «Il Centro stampa quotidiani è stata una scelta lungimirante – dice il direttore Bardaglio – negli anni ’90 non c’era ancora il digitale, i giornali erano in bianco e nero, poche pagine a colori, ognuno aveva il suo centro stampa e i tipografi valevano quanto i giornalisti. Poi cambia tutto». Ma l’Editoriale Bresciana, editrice del Giornale di Brescia, insieme a Sesaab, quella dell’Eco di Bergamo, anticipano i tempi.

L'interno del Csq di Erbusco
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L'interno del Csq di Erbusco

All’avanguardia

È il 20 aprile 2000 e nasce il Csq di Erbusco. Nello stesso giorno arriva anche la prima copia del Giornale di Brescia, stampata dal centro franciacortino, per l’Eco di Bergamo sarà il 1 maggio. «Oggi produciamo più di 100 milioni di copie l’anno, circa 300mila ogni giorno. Distribuiamo in tutto il Nord Italia, fino a Rimini. Siamo l’unico centro stampa nella produzione di quotidiani al mondo ad avere nello stesso sito produttivo sia la stampa offset, sia quella digitale, una stampante inkjet Hp, con la quale stampiamo quotidiani stranieri» racconta De Cian.

Perché il Csq non è solo un punto di riferimento per la stampa dei quotidiani del nostro Paese – 10 locali, 2 nazionali: Avvenire e il Sole24Ore –, ma anche mondiale: tra gli ultimi arrivati il New York Times, Le Monde, Frankfurter Allgemeine Zeitung, Süddeutsche Zeitung, Die Welt e Bild per un periodo, per i quali il Csq distribuisce nel Nord e Centro Italia. Alta tecnologia, attenzione e cura, ma anche sostenibilità: «Carta riciclata, inchiostro vegetale, nessun solvente in produzione, pannelli fotovoltaici e un ciclo produttivo chiuso» dice Calzoni.

Ed ecco che in quell’orologeria della stampa, dove la precisione svizzera è di rigore, tra i suoi 22 metri di altezza, i cilindri che ruotano a 30.000 giri l’ora, le copie salmonate del Sole24Ore e quelle bianco-grigiastre di tutte le altre tirature paiono intrecciarsi in una danza che racconta in fondo la stessa storia. Quella storia d’amore tra il lettore e il suo giornale. Agli abbonati presenti è stata consegnata la copia in omaggio del primo numero del 1945 e la Card dell’abbonato

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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