Si chiude, non senza accese polemiche, la lunga vicenda della procedura fallimentare che da tre anni grava sul centro natatorio «Le Gocce» di Gussago. La struttura è aperta ed è in funzione, il passaggio in Consiglio comunale ha permesso di approvare la proposta di accordo transattivo tra i due Comuni (Gussago e Castegnato) e la curatela della liquidazione giudiziale della società Franciacorta Sport, mettendo fine a un contenzioso complesso e dall’esito incerto.
L’intesa prevede una rinuncia reciproca alle pretese: i due Comuni abbandonano crediti per oltre 4,2 milioni di euro (Gussago) e più di 2,1 milioni (Castegnato), mentre la curatela rinuncia a ogni richiesta, inclusa una contropretesa stimata in circa 5 milioni di euro, legata – pare – anche agli effetti della pandemia, all’aumento dei costi energetici e al rincaro dei materiali. Un accordo che evita il rischio di una lunga causa dall’esito imprevedibile.
Il caso
La vicenda nasce dalla convenzione del 2008, che prevedeva la realizzazione e gestione dell’impianto di via Staffoli da parte di Franciacorta Sport con un modello che, nelle intenzioni, non avrebbe comportato costi per i Comuni: nei primi 15 anni erano previsti contributi pubblici a sostegno dell’investimento, mentre il gestore avrebbe dovuto farsi carico dei mutui accesi per la costruzione.
Col peggiorare della situazione economica questo equilibrio è venuto meno: i contributi erogati non verranno più recuperati e, a fronte delle difficoltà della società, i Comuni sono dovuti intervenire coprendo le rate dei mutui, una parte dei quali resta oggi in carico agli enti. La rottura del rapporto nel 2023 ha aperto il contenzioso poi sfociato nella liquidazione giudiziale.
Botta e risposta
Durissimo l’intervento di Stefano Quarena, all’opposizione, che riferendosi alla scelta della maggioranza ha parlato di «un provvedimento tra i più amari e politicamente inaccettabili», definendo l’accordo «una resa incondizionata dell’ente pubblico. Stiamo rinunciando a milioni di euro, soldi veri già usciti dalle casse comunali. È uno scambio asimmetrico, un disastro finanziario».
L’affondo politico è netto: «Vi avevamo sollecitato a vigilare, ma non ci avete mai ascoltato». Di qui il voto contrario: «Non saremo complici di questa resa». Più prudente la posizione del Partito democratico. Rossella Olivari ha annunciato l’astensione: «L’accordo sembra l’unica strada per evitare cause legali costose e il rischio di non recuperare nulla. Tuttavia non possiamo votare a favore perché significherebbe assumerci la responsabilità politica di una storia che non abbiamo scritto e che ha costi non indifferenti per la comunità».
Il sindaco
Il primo cittadino Giovanni Coccoli non ha nascosto il rammarico: «È una vicenda tutt’altro che positiva, ma siamo chiamati a un grande senso di responsabilità». Il rischio, ha spiegato, era quello di un ribaltamento in sede giudiziaria, con la possibilità che fossero i Comuni a dover pagare ulteriori somme: «Abbiamo ricevuto segnali chiari sul fatto che la causa poteva prendere una direzione sfavorevole e abbiamo ritenuto prudente chiudere ora».
Il sindaco ha riconosciuto che resta infatti in capo agli enti una quota di mutui, pari circa a circa 2,7 milioni di euro per Gussago. «Sono tanti, ma non sono soldi buttati: abbiamo un impianto che è aperto, funziona e continuerà a funzionare». Ora si guarda avanti, con un nuovo affidamento tramite project financing per garantire continuità dell’attività e investimenti.



