Per la 55esima Fiera di San Bartolomeo, l’associazione Simone Butti allestisce nella propria sede-museo di via Deretti 26 una mostra fotografica dal titolo «Scatti al santuario - Storia ed arte negli occhi della comunità». Dopo l’inaugurazione svoltasi ieri sera, l’esposizione rimarrà visitabile fino a lunedì (dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 22 con ingresso libero).
Prende da qui forma un’ulteriore iniziativa tesa a valorizzare il santuario della Madonna del Castello, uno dei principali monumenti della cittadina bassaiola, un gioiello che non versa purtroppo in buone condizioni: infiltrazioni d’acqua e umidità risalente dal terreno ne stanno degradando lentamente stucchi, affreschi e tele. Il comitato di cittadini Santuario della Madonna del Castello con Pro loco, Comune e altre associazioni ha candidato il luogo di culto a «I luoghi del cuore», iniziativa promossa dal Fai - Fondo per l’Ambiente Italiano, con l’intento di reperire i fondi necessari per mettervi mano.
La mostra, quindi, ricorda che c’è tempo fino al 15 dicembre prossimo per sostenere la causa. Si vota sul sito del Fai. Ma non solo: chi non è tanto pratico con il portale online può dare il proprio voto (2.342 quelli sinora raccolti, che valgono il 36° posto nella classifica nazionale) durante la kermesse patronale recandosi ai gazebo presenti in piazza Matteotti e in via Baronchelli. «Vogliamo proteggere una storia secolare e consegnarla intatta alle generazioni future», dicono i promotori, invitando carpenedolesi e non a partecipare.
La struttura
Costruita a metà del Seicento sulla sommità del monte Rocchetta sulle fondamenta di un’antica rocca medievale distrutta nel 1413, eretta a sua volta sulle rovine di un’antica rocca del X secolo, la struttura dedicata all’Immacolata Concezione ospita tra le tante opere l’affresco sulla scalinata di Luigi Trecourt, il monumentale ciborio in stucco firmato da Andrea Solari. La quadreria comprende poi «La Natività di Gesù» e «La Visitazione» di Francesco Maffei (1647), la Beata Vergine con il Bambino di Pietro Ricchi (1650), una tela di Luigi Sigurtà (1760) e l’ottocentesca «Estasi di San Filippo».
Il soffitto presenta poi i dipinti di Vittorio e Giuseppe Trainini, mentre per la sacrestia la mano è quella dall’artista locale Simone Butti. E, ancora: nello spazio museale interno è esposta la tela San Lorenzo con i santi Giovanni Battista e Pietro, ricondotta alla cerchia di Camillo Procaccini. Insomma, parliamo di un patrimonio artistico di straordinario valore.
E per poterlo apprezzare appieno, e far capire meglio perché è «luogo del cuore», sono state organizzate delle visite guidate gratuite in programma nel fine settimana: porte aperte domani dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18, mentre oggi e lunedì solo al pomeriggio, dalle 16 alle 18.



