Capotreno ucciso, il presunto assassino resta in carcere a Brescia

Non è ancora stata fissata l’udienza di convalida del fermo nei confronti di Marin Jelenic, il croato di 36 anni, ritenuto il killer di Alessandro Ambrosio. Era già stato fermato con dei coltelli
Marin Jelenic nella sala d'aspetto dell'ospedale Niguarda di Milano
Marin Jelenic nella sala d'aspetto dell'ospedale Niguarda di Milano
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Non è ancora stata fissata l’udienza di convalida del fermo nei confronti di Marin Jelenic, il croato di 36 anni, ritenuto il killer di Alessandro Ambrosio, il capotreno 34enne accoltellato all'addome il 5 gennaio, nel parcheggio del piazzale ovest della stazione di Bologna.

L’uomo si trova nel carcere di Canton Mombello a Brescia e ha incontrato il suo legale che vedrà anche domattina. «Tengo per me quanto ci siamo detti nel confronto» spiega l’avvocato Luisella Savoldi, che attende la notifica dell’udienza di convalida del fermo.

I precedenti

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Capotreno ucciso, presunto killer in questura a Brescia

Era già stato fermato in stazione a Bologna con un coltello lo scorso 3 dicembre Marin Jelenic: emerge dal decreto di fermo firmato dal pm di Bologna Michele Martorelli.

Anche nel giugno 2023 era stato fermato a Bologna con un cutter mentre a maggio scorso era stato condannato a Vercelli per lesioni personali, resistenza a pubblico ufficiale e oltraggio. «Non può che essere lui ad aver commesso l’omicidio» scrive il pm di Bologna Michele Martorelli.

Le telecamere

Le telecamere della stazione di Bologna hanno ripreso il momento in cui l’omicida e la vittima si trovavano vicini, «senza che avvenga alcuno scambio di parole tra i due», con Marin Jelenic «che iniziava seguire la vittima ad una distanza variabile di alcuni metri senza che la vittima se ne accorgesse».

Il momento dell’omicidio non sarebbe stato ripreso dalle telecamere pubbliche nella zona della stazione di Bologna «ma – scrive il pm nel decreto di fermo – le telecamere documentano l’evolversi dei fatti con cronologia precisa al secondo». Dopo l’omicidio «si vede Jelenic che arretra andando poi in posizione opposta».

Secondo la ricostruzione il capotreno Alessandro Ambrosio è morto immediatamente per choc emorragico a causa della coltellata ricevuta all’altezza delle scapole. Tramite messaggi Whatsapp la vittima aveva posticipato di mezz’ora con l’amico con il quale sarebbe dovuto andare a cena e che è stato il secondo uomo – dopo un collega – a vederlo a terra.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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