Una cinquantina di persone. In fila. Ordinate. Dentro al parco Tarello. È la «Passeggiata futurista per la sicurezza». La prima organizzata da Futuro nazionale a Brescia per mantenere al centro del dibattito cittadino la questione del decoro urbano e «della difesa dei cittadini». A guidare il gruppo Luca Rossi, referente di un circolo cittadino e Luca Ferrazzi, referente regionale del partito. «Abbiamo scelto un’area sicuramente delicata per questa città – spiega quest’ultimo –. La passeggiata vuole semplicemente riportare l’attenzione su quelli che riteniamo temi assolutamente sensibili per Brescia».
Secondo Ferrazzi, la gestione della sicurezza urbana non può essere ricondotta esclusivamente all’intervento dello Stato e delle forze dell’ordine. «Anche le municipalità possono fare tanto – sostiene – a partire dall’illuminazione e dai nuovi strumenti di videosorveglianza». Il coordinatore regionale chiede inoltre di «invertire quel paradigma» che, a suo giudizio, porta a marginalizzare le aree considerate più problematiche anziché intervenire per recuperarle.
«Fase repressiva»
«Serve anche una fase repressiva e le forze dell’ordine devono essere aiutate nell’espletamento dei loro compiti», aggiunge Ferrazzi, indicando proprio il Tarello come esempio di uno spazio che, secondo Futuro nazionale, necessita di maggiore attenzione. Gli interventi di potatura effettuati nell’area vengono giudicati positivamente ma «minimali e tardivi». «Questo potrebbe essere un parco stupendo, sfruttabile da tutti i bresciani – afferma –, e invece rischia di diventare un luogo percepito con paura e che le persone evitano di frequentare».
Alle dichiarazioni si accompagna un vero e proprio pacchetto di proposte distribuito dal movimento durante l’iniziativa. Otto i punti indicati sotto lo slogan «Brescia merita sicurezza, decoro, rispetto». Si va da una maggiore collaborazione tra Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Prefettura al potenziamento della videosorveglianza, con telecamere, sistemi di lettura delle targhe e collegamenti alle centrali operative.
Gli interventi
Futuro Nazionale propone inoltre un «piano contro il degrado» basato sulla mappatura delle aree, degli edifici abbandonati e degli immobili ritenuti pericolanti, con interventi su rifiuti, graffiti, illuminazione, verde pubblico e manutenzione urbana. Un altro punto riguarda la creazione di una task force comunale per intervenire sugli immobili occupati o abbandonati e sulle situazioni di illegalità.
Nel programma compaiono anche controlli su sovraffollamento, affitti irregolari e condizioni igienico-sanitarie degli immobili, verifiche più frequenti su bar, minimarket, locali e altre attività che violino le norme o generino problemi di sicurezza, oltre al ricorso al Daspo urbano nelle aree considerate più sensibili, come stazioni, piazze e parchi.
L’ultimo punto è quello della «sicurezza partecipata», attraverso l’ascolto di cittadini, comitati di quartiere e commercianti e il controllo di vicinato. Il messaggio scelto dal movimento per sintetizzare la propria proposta è «Zero zone franche. Regole uguali per tutti».
Ferrazzi interviene anche sul tema dell’accoglienza, sostenendo la necessità di contemperare la dignità delle persone con le esigenze di chi vive nei quartieri. «Non è così che si rappresenta l’accoglienza – afferma –. Bisogna ricordarsi che qui ci sono tante famiglie che vivono in questa zona e, più in generale, in tutta Brescia».
La passeggiata, precisa il coordinatore lombardo, ha soprattutto un valore simbolico: «Vuole stimolare i cittadini a riappropriarsi di un patrimonio che è di tutti. Quando le persone tornano a frequentare questi luoghi possono contribuire a riaccendere il faro sulle situazioni problematiche». Da qui la richiesta di interventi «anche direttamente da parte dell’amministrazione», oltre a quelli affidati alle forze dell’ordine e al ministero dell’Interno.
Il partito
L’iniziativa bresciana diventa infine per Ferrazzi l’occasione per fare il punto sulla crescita di Futuro Nazionale. «C’è ancora un grande fermento – sostiene –. Al di là dei circoli che apriamo e delle persone che si tesserano, c’è sempre maggiore attenzione da parte dei cittadini».
Secondo il coordinatore regionale, il motivo sarebbe da ricercare nella volontà di presentare proposte definite sui singoli temi. «Non ci sono ricette miracolose, ma diciamo che cosa vogliamo fare. Abbiamo un programma elettorale molto dettagliato e vogliamo rappresentare qualcosa di nuovo e di diverso per il nostro Paese».
Una linea che Ferrazzi sintetizza così: «Non ci interessano le poltrone, vogliamo risolvere i problemi delle nostre città e delle nostre comunità».




