Rispettata la parola data: lo scorso gennaio il sindaco Angelo Formentini parlava della riqualificazione e messa in sicurezza della chiesa di Santa Maria della Rosa di Calvisano come «di un’opera necessaria e non procrastinabile». Ecco, mancava giusto un fondamentale tassello burocratico – ovvero il nulla osta della Sovrintendenza – per iniziare a dar forma a un sogno nel cassetto che il gruppo di maggioranza «Centrodestra per Calvisano» ha iscritto nel programma elettorale già nel 2024 e ribadito all’interno del piano triennale 2026/2028 dei lavori pubblici. Arrivato formalmente l’«ok» richiesto, ora l’iter burocratico può insomma proseguire al fine di rendere un patrimonio locale fruibile a cittadini e visitatori, dopo un lungo periodo di chiusura.
I problemi
Il motivo? Rilevati in particolare seri problemi alla copertura e alla struttura portante, era impensabile (e pericoloso) tenerne le porte aperte. Nel mentre l’Amministrazione comunale, predisposto il progetto di riqualificazione firmato dall’ingegnere Alberto Bocchi, si è dunque adoperata per recuperare le risorse utili (530mila euro) tramite la partecipazione al bando di Fondazione Cariplo «Luoghi da rigenerare».

Tutto ha poi subìto un’importante accelerata col Distretto del Commercio, costituito nei mesi scorsi in sinergia a Gottolengo, Isorella e Visano. Riavvolgendo il nastro, questi i passi propedeutici per sistemare un vero monumento: situato dirimpetto alla piazza del municipio, parliamo di un edificio eretto nel XV secolo dai frati domenicani accanto al loro monastero e, una volta sconsacrato, la comunità se n’è servita per allestire numerosi eventi civili e religiosi (concerti, mostre, momenti di preghiera).
I lavori
Il tutto avvolto in una cornice unica composta da affreschi – alcuni oggettivamente deteriorati, altri preservati in condizioni migliori – risalenti appunto tra la fine del Quattrocento e la prima metà del Cinquecento. Ciò premesso, perdere un tesoro simile, un prezioso compendio di storia ed arte, sarebbe un enorme peccato. Per preservarlo, operai e tecnici qualificati individuati dalla gara da appalto – da bandire nelle prossime settimane – entreranno verosimilmente in azione nei primi mesi del 2027 per poterne ammirare di nuovo la bellezza.



