Cinque cacciatori della provincia di Brescia sono stati denunciati dai Carabinieri Forestali di Magenta durante i controlli sulla stagione venatoria nel Parco del Ticino e nelle aree limitrofe. Le contestazioni riguardano l’utilizzo di richiami acustici vietati e, in un caso, anche di un fucile con caricatore non conforme. Nel primo intervento, inoltre, due cacciatori sono stati sorpresi mentre uccidevano una specie particolarmente protetta e uno dei due era privo di licenza di caccia e porto di fucile.
I controlli sono scattati a circa un mese dall’inizio della stagione venatoria in Lombardia e hanno interessato due località della provincia di Milano, Vermezzo con Zelo e Ozzero. In totale sono stati sequestrati otto fucili, i dispositivi utilizzati per attirare gli uccelli e i volatili abbattuti.
Cinquantanove pispole
Il primo intervento è avvenuto a Vermezzo con Zelo. Padre e figlio, entrambi provenienti dal Bresciano, sono stati sorpresi in flagranza all’interno di un appostamento temporaneo mentre abbattevano uccelli appartenenti a una specie particolarmente protetta, utilizzando richiami acustici vietati. Uno dei due è risultato inoltre sprovvisto sia del porto di fucile sia della licenza di caccia. I Carabinieri Forestali hanno sequestrato tre fucili da caccia, due richiami acustici e gli animali abbattuti: 59 pispole, sei allodole, un beccaccino e un tordo bottaccio. Uno dei cacciatori aveva anche cercato di nascondere parte degli uccelli nell’auto. Nel corso dell’intervento è stata ritirata la licenza di caccia.
Altri tre cacciatori a Ozzero
Pochi giorni dopo, a Ozzero, i Carabinieri Forestali di Magenta, insieme al personale del settore Vigilanza del Parco del Ticino, hanno controllato altri tre uomini della provincia di Brescia, che si trovavano in un appostamento fisso di caccia. Anche in questo caso è stato contestato l’utilizzo di un richiamo acustico vietato. I controlli hanno inoltre permesso di individuare un fucile con canna ad anima liscia dotato di un caricatore in grado di contenere più delle due cartucce consentite dalla normativa venatoria. Le specie abbattute sono risultate cacciabili. A determinare la denuncia sono state quindi le modalità di caccia e l’impiego di strumenti non consentiti.
Per i tre uomini è scattata la denuncia all’autorità giudiziaria. I militari hanno sequestrato cinque fucili e i volatili abbattuti. L’attività di controllo si è conclusa con cinque persone denunciate a piede libero e il sequestro complessivo di otto fucili nei due interventi. Le contestazioni saranno ora valutate dall’autorità giudiziaria.



