Cronaca

Caccia, domenica si apre la stagione: le nuove regole da conoscere

Risolto il tema del divieto sui valichi montani. Per i capannisti due nuove giornate integrative
Roberto Manieri

Roberto Manieri

Giornalista

Un cacciatore
Un cacciatore

Il conto alla rovescia in Lombardia per l’inizio domenica della stagione venatoria 2026/2027 è partito dalla preapertura dei giorni scorsi. Il via ufficiale è però fissato per domenica 20 settembre, come da tradizione nella terza domenica del mese, segnando l’avvio delle attività su tutto il territorio regionale per migliaia di appassionati. Alla vigilia dell’apertura, l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessandro Beduschi, ha lanciato un appello al mondo venatorio, raccomandando «prudenza, responsabilità ed equilibrio», e ricordando l’importanza assoluta del rispetto delle regole e della sicurezza ambientale.

Le novità

Il calendario approvato da Regione Lombardia introduce alcune modifiche, con l’obiettivo di garantire la sostenibilità ambientale e la tutela delle specie faunistiche: restano totalmente sospese e non cacciabili la tortora selvatica e il combattente. Modifiche pure per l’allodola: il limite di prelievo giornaliero scende da 20 a 10 capi, mentre quello stagionale si attesta a un massimo di 50. Adeguamenti per il tordo sassello: il carniere stagionale sale da 150 a 200 capi per cacciatore. L’attività sulla beccaccia prende il via il 20 settembre per concludersi il 31 gennaio, periodo analogo a quello previsto per diverse specie di anatidi e rallidi, i quali vedranno restrizioni mirate alla sola caccia da appostamento nell’ultima decade di gennaio.

L’impegno

«Il nostro stato d’animo è ora eccellente. I temuti ricorsi del mondo animalista sono stati appellati dal Tar di Milano. Il lavoro di Regione Lombardia e del Governo è stato importante ed è stato fatto bene. Determinante però tutto il supporto giuridico e scientifico portato da Federcaccia che ha consentito di motivare davanti ai giudici le scelte fatte. Addirittura quest’anno, i cacciatori di capanno fisso potranno usufruire a ottobre e novembre delle due giornate integrative. Una cosa che a Brescia non succedeva da anni.

Circa i 475 valichi inibiti alla caccia il Governo ha risolto il problema, usando la Legge della Montagna. Uno sforzo corale del Governo, di Federcaccia, dell’assessore Beduschi e di tanti altri amici che ci ha portato ad un risultato straordinario. Vanno ancora individuati i valichi definitivi, ma su questi non si potrà vietare tassativamente la caccia. Ci saranno solo le limitazioni delle Zps (Zone Protezione Speciale) e dei Sic (Siti di Interesse Comuntario), tra cui l’inizio della caccia dall’1 ottobre e non dalla terza domenica di settembre. Ma da qui a vietare ogni forma di caccia ce ne passa» spiega Marco Bruni, Presidente regionale FIdC.

Gli anellini

«Su anellini e deroghe in 15 anni con Federcaccia abbiamo creato un Ufficio Legale nazionale ed un Centro Studi che ha ottenuto riconoscimenti internazionali». Resta invece di attualità il Piano faunistico Venatorio: «È il documento che gestirà la caccia in futuro. Abbiamo riscontrato molte criticità. Abbiamo scritto esponendo, insieme ad altre associazioni venatorie, non solo le preoccupazioni ma i temi, uno per uno ai consiglieri regionali che compongono l’VIII Commissione che si occupa di caccia. I consiglieri li hanno fatti propri e li hanno inviati all’assessore Beduschi. Spero corregga queste storture. Del resto non stravolgono il Pfvr».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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