Cronaca

Buche e cantieri: strade a ostacoli dalle valli alla Bassa

Criticità diffuse e interventi attesi da tempo mettono alla prova automobilisti e residenti
La strada da Ponterosso a Gottolengo - © www.giornaledibrescia.it
La strada da Ponterosso a Gottolengo - © www.giornaledibrescia.it
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La vita è piena di buche: chi gioca a golf deve farne 18; per le biglie, invece, ne basta una. Gli insegnanti detestano le ore buche, mentre il cielo accoglie i buchi neri. Per spiare guardiamo dal buco della serratura e se un amico ce la dà buca ci consoliamo con una sam-buca. Siamo abituati, insomma. Però detestiamo le buche sull’asfalto e in generale le strade rovinate, che ammorbano l’intera provincia.

Bassa

(di Gianantonio Frosio)

Cominciamo da quelle della Bassa. Qualcuno lamenta il deterioramento della Sp 24 nel tratto che da Ghedi porta a Ponterosso. È evidente che, arrivati a Ponterosso, costoro non hanno mai svoltato sulla Sp 68 verso Gottolengo. Lì sì è un percorso di guerra: «Mia moglie soffre di mal di schiena - confida uno del posto -. Ha fatto questo tratto in bicicletta: a causa dei sobbalzi le si sono bloccate due vertebre...».

Poco più avanti la strada si biforca: verso Gottolengo l’asfalto è liscio come l’olio, verso Leno, invece, un mezzo disastro. Misteri della Bassa. Nelle stesse condizioni la Sp 69 Calvisano-Carpenedolo e la Sp 37 Calvisano-Isorella: qui siamo al top e forse anche oltre. Provare per credere.

Percorrendo la Sp 668 per andare dall’altra parte della Bassa ci si accorge che in alcuni tratti l’asfalto della Lenese non promette nulla di buono: per adesso è accettabile, ma qualche gelata e saranno guai. Arrivati sulla Ss 45 bis Manerbio-Bagnolo la situazione non cambia: l’inizio è buono, poi, dalla deviazione per Offlaga in alcuni tratti il manto lascia a desiderare. Idem una decina di chilometri a nord est, sulla Sp 66 Ghedi-Castenedolo.

La strada che da Ponterosso va a Leno - © www.giornaledibrescia.it
La strada che da Ponterosso va a Leno - © www.giornaledibrescia.it

Non mancano le «pezzate»: strade riasfaltate un po’ sì e un po’ no. Partendo da Ponterosso, il primo chilometro della Sp 68 è perfetto, poi è un disastro. Esaurito il catrame o finiti i soldi? Pezzata anche la Manerbio-Bagnolo: in alcuni tratti è stata rifatta solo una corsia, in altri entrambe. La medaglia d’oro, con encomio solenne per la miglior pezzatura, va alla Strada provinciale 75 che da Bagnolo porta al ponte sul Mella: in quattro chilometri si alternano undici volte tratti riasfaltati ad altri letteralmente sfasciati.

Franciacorta

(di Daniele Piacentini)

Se nella Bassa la situazione appare critica, non va meglio in Franciacorta. A Rovato, per esempio, le strade delle frazioni restano segnate dai lavori attesi da decenni per la realizzazione delle fognature nella zona agricola a sud del centro storico. Da Lodetto a Sant’Anna, passando per Sant’Andrea, il versante meridionale del paese - quello che conduce anche al collegamento con la Brebemi - porta ancora i segni del maxi-intervento su fognature e acquedotto avviato nel gennaio 2022 da Acque Bresciane in accordo con l’Amministrazione comunale, per un investimento complessivo vicino ai dieci milioni di euro.

I cantieri hanno comportato chiusure e disagi, ma soprattutto hanno lasciato sull’asfalto numerose cicatrici. Al momento si è intervenuti con rattoppi provvisori, mentre le riasfaltature definitive potranno essere effettuate solo dopo l’assestamento dei materiali utilizzati per gli scavi. L’obiettivo dichiarato dal Comune è quello di avviare, con la bella stagione ormai alle porte, un intervento complessivo di sistemazione della viabilità. «I lavori di fognatura e acquedotto - aveva spiegato il sindaco Tiziano Belotti - sono per loro natura complessi e invasivi. È servita molta pazienza da parte dei cittadini, ma era necessario trovare una soluzione definitiva ai problemi».

Valtrompia

(di Barbara Fenotti)

Spostandosi in Valtrompia, il quadro non cambia. Qui il problema delle buche e della manutenzione pesa ancora di più sui bilanci dei Comuni dopo il trasferimento agli enti locali della gestione dei tratti urbani delle ex strade provinciali, previsto dalla legge Delrio. Dall’autunno scorso manutenzione ordinaria e straordinaria, segnaletica, pulizia e gestione degli incidenti sono infatti passate direttamente ai Municipi.

La criticità riguarda in particolare la Sp 345 delle Tre Valli e la Sp 237 del Caffaro, per circa ventisei chilometri complessivi oggi in carico ai Comuni di Concesio, Villa Carcina, Sarezzo, Gardone Val Trompia e Nave. Si tratta di arterie molto trafficate, con manti spesso deteriorati e buche che richiedono interventi continui.

Per affrontare la situazione i Comuni hanno scelto di muoversi insieme, affidando alla Comunità montana il coordinamento delle manutenzioni. Il primo passo sarà un bando unico da 650mila euro per intervenire sui tratti più compromessi nei prossimi due anni, ma le cifre danno la misura della difficoltà.

«I manti stradali sono disastrosi e servono interventi rapidi - sottolineano i sindaci -. Asfaltare completamente il tratto tra Cogozzo e Ponte Zanano richiederebbe circa 1,5 milioni di euro. Gli interventi tampone non bastano: direttrici così strategiche hanno bisogno di manutenzioni costanti e programmate».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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