Cronaca

Strade provinciali ai Comuni: allarme dai sindaci triumplini

Da ottobre la gestione dei tratti urbani passerà ai Municipi con oltre 10mila abitanti. «Costi insostenibili»
Barbara Fenotti
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Strade provinciali ai Comuni, è allarme

Dall’1 ottobre la gestione delle strade provinciali che attraversano i centri abitati dei Comuni sopra i 10.000 abitanti passerà ai municipi. Un provvedimento del Codice della strada che coinvolge arterie come la Sp345 della Valtrompia nei tratti di Concesio, Villa Carcina, Sarezzo e Gardone e la Sp237 per Nave: in tutto 26 chilometri di viabilità finora in carico alla Provincia grazie a un accordo transitorio durato sette anni.

La tegola

L’imminente scadenza preoccupa i Comuni coinvolti, alle prese con costi di gestione e manutenzione di assi fondamentali percorsi ogni giorno da migliaia di veicoli. «Dal primo ottobre sui nostri Comuni cadrà questa ennesima tegola – afferma Agostino Damiolini, sindaco di Concesio – e l’impatto sarà pesantissimo». Una semplice asfaltatura, oggi, costerebbe al Comune 1,5 milioni di euro: «Una cifra insostenibile anche spalmata su più annualità, senza mettere a rischio altri servizi ai cittadini». Nel 2025 per questi Comuni sul fronte strade sono stati stanziati circa 270mila euro: 158mila dalla Provincia trasferiti alla Comunità Montana, 108mila messi dall’ente comprensoriale e 70mila extra sempre dalla Comunità Montana. A ciò si aggiunge una quota stimata di circa 30mila euro per ciascun ente locale per arrivare a coprire i 450mila euro necessari alla manutenzione ordinaria nel biennio 2025-2026. Per il 2026 la Provincia prevede 228mila euro, mentre il resto sarà garantito da ulteriori risorse locali.

Damiolini contesta anche il principio della norma: «La ratio del decreto perché dà per scontato che i Comuni sopra i 10mila abitanti abbiano risorse diverse da quelli minori ma la realtà è ben diversa: tutti gli enti locali sono ormai al limite della sostenibilità dei loro bilanci, per non parlare della responsabilità diretta che ricade sui sindaci per un’infrastruttura ad alta incidentalità come la Sp 345».

Senza alternative

A peggiorare il quadro è l’assenza di alternative viabilistiche: la Sp345 resta l’unico asse principale della valle, almeno fino al completamento della bretella, previsto non prima del 2029. «Nell’ultima variazione di bilancio provinciale ho proposto trasferimenti straordinari alla Comunità Montana della Valtrompia per 290mila euro in tre anni – aggiunge Damiolini –. Una quota minima, ma che ci permetterà di superare l’emergenza dei prossimi mesi».

Preoccupazioni condivise anche da Moris Cadei, sindaco di Villa Carcina, e da Matteo Franzoni, primo cittadino di Nave: «Anche per noi la situazione è insostenibile. Abbiamo un tratto che porta verso il Trentino e il lago di Garda: non è pensabile che tutto il traffico che passa da qui ricada solo ed esclusivamente sui cittadini di Nave».

La Comunità Montana si è intanto fatta carico del primo coordinamento tecnico, valutando la creazione di una gestione associata da trasformare in una concessione stradale. «Parliamo di una gara di valenza europea, quindi non semplice – spiega il presidente Massimo Ottelli –: puntiamo a essere pronti entro la fine del 2026».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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