Bresciani bloccati ad Abu Dhabi: «Ci serve l’insulina, vogliamo tornare»

«Stiamo bene, qui ci trattano benissimo, ma vogliamo tornare». È un misto di gratitudine e preoccupazione quello che arriva dalla voce di una coppia di bresciani bloccati ad Abu Dhabi dopo la sospensione dei voli, conseguenza della guerra in Medio Oriente. A pesare, più dell’attesa in sé, è la salute del compagno, affetto da diabete.
«L’insulina sta finendo – racconta la donna –. Ha un’autonomia di pochi giorni e non vorremmo dover andare in ospedale per chiederne altra. Questa è la nostra preoccupazione più grande».
Code all’aeroporto
Il viaggio negli Emirati Arabi rappresentava l’ultima tappa di una vacanza iniziata in Thailandia. «Saremmo dovuti rientrare il 28 febbraio – spiega – ma poi sono iniziati gli attacchi ed è scattato il blocco dei voli».
Dallo scalo di Abu Dhabi partono soltanto rimpatri. «Questa mattina ci hanno accompagnati in autobus all’aeroporto, abbiamo fatto due ore di coda e poi ci hanno rimandati in hotel. Più tardi faremo un nuovo tentativo. Qui ci trattano con grande attenzione, siamo in una struttura a cinque stelle e il personale è molto disponibile. Però vogliamo tornare a casa».
Esplosioni di droni
Nei giorni scorsi non sono mancati momenti di tensione. «Abbiamo sentito esplosioni di droni e ricevuto più volte messaggi di allerta via sms. La situazione, nel complesso, ci sembra sotto controllo, ma speriamo di rientrare al più presto: a Brescia abbiamo la famiglia, il lavoro e le cure di cui il mio compagno ha bisogno».
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