Villaggio Violino, dove il dialogo intergenerazionale crea reti di sostegno

Un quartiere bresciano con ampi spazi verdi e un tessuto sociale molto attivo. Non mancano preoccupazioni in tema di traffico e sicurezza
  • Il Villaggio Violino
    Il Villaggio Violino - © www.giornaledibrescia.it
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Questo articolo fa parte di una serie di reportage dedicati ai 33 quartieri di Brescia: un viaggio alla scoperta della storia, dei volti e delle trasformazioni urbane che hanno ridefinito la città. Per scoprire tutti gli altri capitoli clicca qui.

Villaggio Violino

Un cuore cittadino dove gli abitanti di un tempo vivevano di pane condiviso e sorrisi; distese agricole in una delle zone più a ovest della città, case colorate e torri della trisia. È il Villaggio Violino, un quartiere che i suoi residenti definiscono «non di passaggio, ma di appartenenza».

Parliamo del primo insediamento realizzato da Padre Marcolini e comunemente conosciuto come «La Famiglia», dal nome della cooperativa che lo costruì. Una denominazione non casuale, che sottolinea la sua dimensione comunitaria. Nel tempo il rione ha inglobato nuovi spazi e si è arricchito di numerosi servizi, conservando tuttavia l’identità di luogo raccolto.

Territorio, tessuto sociale e religioso

Una particolarità, questa, resa possibile dal suo assetto territoriale, che lo racchiude tra quattro ponticelli e due linee ferroviarie: a nord la Brescia–Iseo–Edolo e a sud la Milano–Venezia. All’interno di questi confini vi abitano oltre 3mila residenti e hanno sede diverse associazioni. Tra le tante, Vi.Vo, La Fionda e I Semi del Villaggio: «Tutte collaborano con il Punto di Comunità e il Consiglio di quartiere», spiega vicepresidente del Cdq Valentina Gasparini.

Vi.Vo. lavora con gli anziani e ha sede nel centro Zanoni Cavallaro, gestito da Casa di Dio: «La struttura è stata inaugurata nel 2024 ed è intitolata a una donna che è stata significativa per il quartiere – prosegue Gasparini –. Qui vengono organizzati pomeriggi di socialità tra tombolate, ginnastica dolce e momenti di incontro che favoriscono anche il dialogo intergenerazionale: grazie alla collaborazione con la scuola dell’infanzia Bonicelli infatti i piccoli costruiscono ponti di ricordi».

La Fionda e I Semi del Villaggio, invece, sono: la prima un’associazione culturale e la seconda un’organizzazione no profit per la promozione umana, culturale e sociale; entrambe partecipano in modo attivo alla vita del quartiere con iniziative. Tra le tante citiamo l’Astuccio di quartiere, realizzata con le scuole del territorio e le donne anziane del Vi.Vo: «Si tratta di un astuccio con buoni spendibili nelle botteghe del territorio e materiale scolastico che viene donato ai ragazzi nel passaggio tra i diversi cicli scolastici».

C’è poi Il Natale del Villaggio, «una festa condivisa con la cittadinanza, che lo scorso dicembre si è svolta negli spazi di Casa di Dio». Mentre la Festa della musica si svolge annualmente al Parco della Campana.

Accanto a queste realtà opera la Parrocchia San Giuseppe Lavoratore, che fa parte dell’Unità pastorale Padre Marcolini, insieme alla Badia. «Al suo interno è attiva una scuola di musica, teatro e danza che conta circa 200 iscritti – commenta la bresciana –. L’oratorio annesso, invece, è in fase di ristrutturazione. E, dopo un periodo di calo di frequenza, ha conosciuto una nuova vitalità, tornando ad essere un punto di ritrovo per i giovani».

Il verde

Ma non è l’unico luogo di aggregazione giovanile: al Villaggio Violino anche gli spazi verdi offrono occasioni di socialità e sport, per piccoli e grandi. Sul territorio troviamo i parchi della Musica, della Campana, di via Quinta e un’area intitolata a Rita Levi Montalcini, «riqualificata nel 2024 con il coinvolgimento delle associazioni e degli studenti».

Il cuore del patrimonio verde è tuttavia il parco delle Montagnelle, molto frequentato dagli alunni della scuola primaria Montale; proprio quest’ultima è oggetto di un progetto di riqualificazione: «Come Consiglio abbiamo partecipato a un bando del Comune, proponendo la trasformazione della strada adiacente alla sede in uno spazio pedonale, con zona giochi e maggiore sicurezza per i bimbi».

Socialità, istruzione, ma anche arte. Negli anni il quartiere ha investito anche in interventi artistici e di valorizzazione dello spazio pubblico, «come i murales realizzati da 108, Vesod e Camilla Falsini, che hanno l’obiettivo di dare identità e colore alle aree urbane».

Uno dei murales presenti al Villaggio Violino - © www.giornaledibrescia.it
Uno dei murales presenti al Villaggio Violino - © www.giornaledibrescia.it

Criticità

Luci, ma anche ombre: al Villaggio Violino le criticità non mancano. Tra le principali emerge la questione della bonifica del Parco della Musica John Lennon, «dove in passato sono state rilevate contaminazioni del suolo e ancora oggi alcuni punti sono infatti chiusi al pubblico».

Un’altra problematica riguarda la sicurezza della pista ciclabile lungo via Valcamonica dato che «in alcuni tratti non è protetta da dissuasori o da un marciapiede».

Preoccupazioni infine in tema di inquinamento acustico della linea ferroviaria Brescia-Iseo-Edolo e di traffico, sempre in via Valcamonica, dove si affaccia il nuovo IperTosano.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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