Al Villaggio Sereno dove la rete sociale crea comunità
Questo articolo fa parte di una serie di reportage dedicati ai 33 quartieri di Brescia: un viaggio alla scoperta della storia, dei volti e delle trasformazioni urbane che hanno ridefinito la città. Per scoprire tutti gli altri capitoli clicca qui.
Il Villaggio Sereno
Un’attenzione ai bisogni delle persone, una presenza diffusa di aree verdi e una solida rete sociale. Al Villaggio Sereno si sta bene e a dirlo sono innanzitutto i residenti. «Non ci manca niente», dice qualcuno. «È un quartiere sereno di nome e di fatto», aggiunge un altro, sorridendo.
Il territorio
La storia del rione inizia nel lontano 1961, quando Padre Marcolini intuì il desiderio delle famiglie di avere case bifamiliari, con un giardino. «Così, grazie alla cooperativa “La famiglia Serena”, vennero costruite le prime abitazioni, che formarono il più grande intervento di edilizia Marcolini», spiega il presidente del Consiglio di Quartiere, Massimiliano Rizzo.
Inizialmente vissuto da 11mila abitanti, oggi il rione ne conta più di 6mila, «di cui oltre 1000 sono over 70enni – precisa il bresciano –. Si tratta di una fascia della popolazione fragile, presente dai primi tempi in cui ha preso forma l’insediamento». Tuttavia il quartiere resta oggi «uno dei pochi caratterizzato da una lieve crescita demografica, dovuta in parte alla richiesta di vivere in contesti indipendenti, con uno spazio verde».
Realtà a carattere sociale
Una presenza anziana quindi significativa, che può contare sul supporto delle realtà sociali del territorio. Tra queste c’è Auser, «che promuove l’invecchiamento attivo, valorizzando il loro ruolo nella comunità», prosegue il membro del CdQ. Anche La Mongolfiera lavora con i più fragili, «garantendo supporto alle persone con disabilità». Sempre sul piano sociale spicca l’associazione Olio Sereno Aps, che raccoglie le olive «provenienti da 400 alberi censiti nel quartiere e utilizza il ricavato per finalità sociali».
Sul settore culturale è attivo il sodalizio Topi di biblioteca, che gestisce iniziative nella biblioteca comunale, mentre su quello musicale opera il centro musicale Mauro e Claudio Terroni. A lavorare in sinergia con gli enti ci sono il Gruppo Alpini e le chiese San Giulio Prete e San Filippo Neri.
«Quest’ultima è la parrocchia di riferimento e fa parte dell’Unità pastorale insieme alla chiesa San Rocco di Fornaci». L’edificio religioso inoltre è capofila del Punto di Comunità, che ospita il Patronato delle Acli e organizza attività, tra cui il riconoscimento dei «Costruttori della comunità» attraverso la posa di formelle commemorative nel parco Giffoni.
Spazi verdi
Proprio quest’ultimo rappresenta l’area verde più estesa del quartiere. «È una zona molto frequentata dai residenti, grazie alla presenza di giochi per i bambini e di una piastra polifunzionale, utilizzata sia per il basket che per serate di ballo con l’Auser», chiarisce Rizzi. La struttura tuttavia è soggetta ad atti vandalici, «motivo per cui il Consiglio di quartiere dei ragazzi ne ha proposto la riqualificazione».
Criticità
Degrado sociale, ma non solo: al Villaggio Sereno le criticità non mancano, prima tra tutte l’inquinamento, «a causa della presenza vicina del teleriscaldamento». Problemi anche in tema di mobilità: «Le case Marcolini non erano progettate per ospitare automobili. Oggi la presenza di due o più auto per famiglia porta a parcheggi improvvisati su strada e marciapiedi». Restano infine preoccupazioni legate «alla carenza di un trasporto pubblico adeguato».
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