Chiusure, porta dell’Oltremella tra storia romana e sfide quotidiane
Questo articolo fa parte di una serie di reportage dedicati ai 33 quartieri di Brescia: un viaggio alla scoperta della storia, dei volti e delle trasformazioni urbane che hanno ridefinito la città. Per scoprire tutti gli altri capitoli clicca qui.
Chiusure
Lo si raggiunge attraversando uno dei ponti più antichi sul fiume Mella. Chiusure, il quartiere di Brescia dall’anima antica, ha un ingresso tutto suo: ponte Crotte. Di origine romana, la struttura è considerata oggi la porta privilegiata verso l’Oltremella. E una volta oltrepassata, lo scenario che si presenta è un contrasto cromatico e architettonico che stuzzica la vista, tra strutture abitative moderne, autostrada e imponenti forni color mattone.
Struttura urbana e popolazione
Il nome del rione deriva proprio dalle cosiddette chiusure: aree agricole vicine alla città e delimitate da alberi o siepi. Con il tempo queste si sono via via trasformate in un territorio più strutturato e ampio, i cui confini sono oggi segnati da elementi naturali e non. A nord e sud il limite è tracciato dalle due direttrici che collegano l’hinterland alla città: vie Valcamonica e Torricella di Sopra. A est e ovest, invece, da quelli naturali: la collina di Sant’Anna e il fiume Mella.
Qui vi abitano circa 11mila residenti: una cifra distribuita nelle tre zone che originariamente suddividevano il quartiere e identificate dalle rispettive parrocchie: Sant’Antonio, Sant’Anna e San Giacomo, con i relativi oratori. Un tempo distinte, attualmente sono riunite sotto un’unica unità pastorale intitolata a Padre Giulio Bevilacqua.
«Le tre realtà offrono numerose attività rivolte ai giovani – sottolinea la presidente del Consiglio di quartiere Simona Brognoli –. Ma anche agli anziani, che rappresentano buona parte della popolazione».
Dei tre oratori, però, quello di Sant’Anna, «è stato chiuso a causa del numero ridotto di bambini e dei volontari sempre più difficili da trovare». Un problema, quello della scarsa partecipazione giovanile che resta un nodo aperto, nonostante la presenza di tante scuole.
Tessuto sociale
A lavorare in sinergia con gli enti religiosi ci sono quelli sociali. Tra questi la Fondazione Giuseppe Tovini, che ha sede nella già casa San Filippo e si pone come obiettivo primario la missione educativa: «Promuove attività di volontariato internazionale e gestisce il Collegio universitario “Card. Giulio Bevilacqua – Emiliano Rinaldini” che forma educatori, studenti e operatori sociali e culturali secondo criteri cristiani-pedagogici». L’istituzione, oltre all’ambito missionario, si occupa anche di editoria, essendo – tra le altre partecipazioni – l’azionista di maggioranza dell’Editoriale Bresciana. Accanto opera la cooperativa sociale Scalabrini Bonomelli, «impegnata nell'accoglienza di immigrati e richiedenti asilo».
Molto attivi anche il Punto Comunità, «dove c’è uno sportello gestito da volontari che accoglie i bisogni dei cittadini e l’Auser Oltremella, che ha sede al Circolo Lino Pedroni di via Caduti dei Lavori, insieme al sindacato pensionati italiani (Spi-Cgil) e all’associazione nazionale dei partigiani italiani (Anpi)».
Punto di riferimento culturale del quartiere è invece la biblioteca Vladimero Ghetti: «Inaugurata nel 2016, è oggi uno degli ambienti più frequentati della città». Sul fronte sport infine spicca il Centro San Filippo «che offre numerosi corsi: dal calcio al tennis fino al nuoto».

Strutture sanitarie
Sociale, culturale ma anche sanitaria: l’identità di Chiusure è triplice. Centrale è l’attenzione alla salute e la clinica Sant’Anna lo testimonia; la struttura privata – che fa parte del gruppo Donato – accoglie un numero significativo di pazienti, offrendo servizi di qualità. «Negli anni è stata ampliata attraverso nuovi poliambulatori e servizi».

Aree verdi
La qualità della vita è data anche dalla presenza di ampi spazi verdi. «Il parco più sfruttato è il Cesare Frugoni, situato in una posizione strategica e sede delle cene di quartiere». Più a nord si trova il Rosetta Mondini. Protagonista però del patrimonio verde è senza dubbio il Parco delle Colline, con il Bosco di Sant’Anna, che offre panorami mozzafiato e itinerari in mezzo alla natura.
«Il vero gioiellino è il Brolo di Sant’Anna – confida Brognoli –. Un orto solidale gestito da una 40ina di volontari che coltivano ortaggi destinati interamente alle persone fragili attraverso la Caritas e associazioni che gestiscono banchi alimentari».
Criticità
Note positive, ma non solo. A Chiusure le criticità non mancano. Tra le lamentele dei residenti emergono: «carenza di parcheggi, limite dei 30 chilometri orari non rispettato, abbandono di rifiuti e strade secondarie dissestate e piene di buche».
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