Brolo di Sant’Anna, dall’orto solidale quasi 6 tonnellate di verdura

Non esistono fertilizzanti migliori della solidarietà, dell’inclusione, della socialità e dell’amicizia. Lo dimostra chiaramente l’esperienza del Brolo di Sant’Anna, primo orto solidale creato in Italia e che è giunto al suo terzo anno di vita, con un incremento non solo di ortaggi prodotti (addirittura triplicati rispetto all’esordio) ma anche di famiglie beneficiarie, alunni che lo frequentano nella sua parte didattica, persone fragili che qui portano avanti i loro progetti affiancati da professionisti competenti ma anche dai numerosi volontari (all’incirca una cinquantina).
Cos’è il Brolo di Sant’Anna
Nato da un’idea di Auser Insieme OltreMella, Punto Comunità del quartiere Chiusure e Cdq Chiusure insieme all’agronomo Ocildo Stival, ora le collaborazioni si sono ampliate a tutti i Cdq della zona Ovest e anche a Slow Food. Nel corso del 2025 complessivamente il Brolo – realizzato in un’area verde del Comune in via Arimanno – ha prodotto quasi sei tonnellate tra frutta e verdura (5.830 kg) suddivisi tra cavoli (1.169 kg), pomodori (904 kg), patate (709 kg), zucchine (727) e molto altro ancora, tra cui spicca, per il suo pregio, anche il mais rosa del Brolo. Cibo sano e salutare, coltivato con metodo biologico, con rotazione delle colture, prestando attenzione a evitare spreco di acqua, senza pesticidi, che è stato distribuito a circa 200 famiglie bisognose della zona. E grazie alla cella frigorifera non si corre il pericolo che i beni vadano a male in attesa della loro distribuzione. Con l’acquisto di un biotrituratore si possono sminuzzare scarti e rami secchi e realizzare un compost naturale nell’ambito di una vera economia circolare.

Valori aggiunti
Ma non è solo dal punto di vista agricolo che il Brolo funziona. È diventato un punto di riferimento per l’orto-terapia e frequentato da persone seguite dal Cps e del Centro diurno di via Luzzago, del Dipartimento di salute mentale degli Spedali Civili, della Cooperativa San Giuseppe di Fiumicello e Cooperativa La Mongolfiera, oltre che del Progetto di alta rilevanza sociale Aps di avviamento al lavoro con i Servizi sociali della zona ovest. È anche orto didattico per i bimbi delle scuole Rodari e San Giacomo dell’Ic Ovest 3, mentre continua la collaborazione stretta con l’Istituto superiore alberghiero Mantegna.
Non mancano i propositi per il 2026 e l’obiettivo del Brolo è di impegnarsi ulteriormente sul tema della sostenibilità idrica. Al momento già si recupera l’acqua piovana – si utilizza per alcune colture l’irrigazione localizzata – ma di fatto si attinge una volta ogni dieci/quindici giorni anche al fosso che scorre accanto all’area verde che è del Consorzio irriguo. Nel 2026 si vorrebbe realizzare un pozzo – di concerto con A2A ciclo idrico – ma si è in attesa del permesso della Provincia. «Il Brolo di Sant’Anna – scrivono i promotori – è l’esempio concreto che sostenibilità ambientale e giustizia sociale possono crescere insieme, per un futuro migliore». E rivolgono anche un enorme grazie a tutti i sostenitori che con le loro donazioni contribuiscono alla buona riuscita del progetto.
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