Brescia, in contrada Cavalletto arriva un hotel 4 stelle

Barbara Fenotti
L’intervento è in corso dall’inizio di febbraio e riguarda una riorganizzazione interna degli spazi firmata da uno studio di architettura della città. Si tratta di una delle rigenerazioni strategiche che cambiano la geografie urbana
Lavori in contrada del Cavalletto - © www.giornaledibrescia.it
Lavori in contrada del Cavalletto - © www.giornaledibrescia.it
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Là dove un tempo uscivano signori incravattati e donne in tailleur, presto faranno capolino turisti con cappello e sneaker ai piedi. Mappe in mano, sguardo curioso, passo lento. Stereotipi a parte, è anche da immagini come questa che si misura il cambiamento silenzioso della città: una trasformazione che ridisegna abitudini, traiettorie e funzioni.

Accade in contrada del Cavalletto, una via elegante ma da anni in cerca di una nuova identità. Al civico 5, nella palazzina che ospitava il servizio esteri della Banca San Paolo, sono in corso lavori destinati a cambiare il destino dell’edificio e, forse, dell’intero contesto. Qui aprirà già dall’estate un hotel quattro stelle superior: un nuovo presidio di vita in una strada che negli ultimi quindici anni ha visto spegnersi progressivamente le luci.

L’intervento è in corso dall’inizio di febbraio e riguarda una riorganizzazione interna degli spazi firmata da uno studio di architettura della città. Un’operazione da poco meno di mezzo milione di euro che restituisce funzione a un immobile rimasto a lungo sospeso, tra aste e ribassi, fino a diventare finalmente appetibile per il mercato. A rilevarlo è stata una società di Flero, mentre la gestione alberghiera sarà affidata a un gruppo giovane: LVG Hotel Collection. Al di là dei numeri e dei nomi è l’effetto urbano a interessare.

Perché l’arrivo di un hotel in piena zona a traffico limitato non è solo un fatto ricettivo: è un vero e proprio cambio di prospettiva. Porta flussi nuovi, introduce presenze continue, genera movimento. E può diventare l’innesco per una riattivazione più ampia. Contrada del Cavalletto, infatti, paga ancora oggi la perdita di due funzioni fondamentali: la banca e, poco più a sud, l’ospedale Sant’Orsola. Con loro si è dissolto un passaggio quotidiano fatto di lavoratori, utenti, visitatori. Le serrande abbassate delle botteghe, del resto, raccontano questa storia meglio di qualsiasi dato.

Ora, però, qualcosa si muove. L’operazione alberghiera porterà con sé anche un contributo concreto alla città: 200mila euro destinati al rifacimento della pavimentazione di piazza del Mercato, oggi in condizioni critiche. Brescia sta progressivamente riscrivendo alcune sue geografie urbane, puntando su rigenerazioni puntuali ma strategiche. Lo dimostrano altri interventi recenti come quello di via Milazzo, dove l’ex palazzo Enel è tornato a vivere con un progetto ibrido tra ospitalità e ristorazione capace di riaccendere un intero tratto di città. E lo confermano le nuove aperture nel settore dell’accoglienza diffusa in centro storico: da Corte Novella in via San Martino della Battaglia al progetto dei Fasoli in piazza Loggia. Tasselli diversi di un mosaico che ha un filo comune: riportare persone dove finora, spesso, ci sono stati vuoti.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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