Brescia di Cellino, nuova inchiesta sulla società che ha venduto i crediti

La compensazione con al centro il Gruppo Alfieri spv è stata denunciata da un’azienda della Valsabbia
Il tribunale di Brescia - © www.giornaledibrescia.it
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È la stessa società al centro del caso dei crediti fiscali risultati falsi che avevano travolto il Brescia Calcio di Massimo Cellino l’estate scorsa.

Ora il nome della Gruppo Alfieri spv è finito in una nuova inchiesta della Procura per una vicenda analoga di presunte compensazioni con crediti d’imposta rivelatisi inesistenti. L’indagine – in attesa di sviluppi sul fronte Brescia Calcio che sarebbero imminenti – è per truffa.

Promesse e raggiri

Secondo quanto ricostruito, un’azienda della Valsabbia che si occupa di compravendita di metalli ferrosi era stata contattata nel febbraio 2025 da una società di consulenza fiscale per l’acquisto e l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, di crediti d’imposta presentati come certificati.

«Pienamente esistenti e corredati da documentazione conforme alla normativa fiscale» era stata la promessa. I crediti facevano capo alla Gruppo Alfieri con sede in via Montenapoleone a Milano e guidata da Gianluca Alfieri, 25enne di Avellino, diploma di scuola media e residente con la famiglia in un prefabbricato post sisma in Irpinia del 1980, sparito dai radar dall’estate scorsa. L’operazione prevedeva la formalizzazione dell’accordo attraverso la sottoscrizione di un contratto.

L’azienda valsabbina «sulla base delle informazioni ricevute e della documentazione prodotta, ritenuta completa e regolare» ha quindi proceduto alla compensazione fiscale – da decine di migliaia di euro – confidando nella genuinità dell’attività. In un secondo momento però sono emerse difficoltà operative e l’intermediario che aveva proposto l’operazione si è sfilato, invitato l’azienda bresciana a interfacciarsi direttamente con la società di Alfieri, la quale avrebbe effettuato un versamento con ritardo. Atteggiamento che aveva già indotto quella che oggi risulta essere vittima di un raggiro, a interrompere i rapporti.

L’Agenzia delle Entrate

La svolta arriva il 20 ottobre scorso, con la notifica di un questionario dell’Agenzia delle Entrate – Direzione provinciale di Brescia. Dagli accertamenti emerge che il credito compensato in realtà è inesistente e inserito in uno schema fraudolento riconducibile, in origine, a una società a responsabilità limitata della provincia di Trapani attiva nel settore edilizio e coinvolta da Alfieri nella compravendita di crediti di imposta.

L’azienda bresciana, che si dichiara totalmente estranea al presunto meccanismo, ha prima fornito chiarimenti all’amministrazione finanziaria tramite l’avvocato Eleonora Rossini e poi provveduto a riversare integralmente l’importo oggetto di contestazione, comprensivo di sanzioni e interessi, «per evitare ulteriori conseguenze tributarie». Nel frattempo ha risolto il contratto e chiesto alla Gruppo Alfieri di risarcire i danni subiti. Da via Montenapoleone non è mai arrivata risposta.

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