Due arresti tra Artogne e Nave nell’ambito dell’operazione antibracconaggio «Pettirosso 2026». Nei giorni scorsi i Carabinieri hanno fermato due uomini di 51 e 59 anni, residenti rispettivamente ad Artogne e a Nave, per la detenzione illegale di armi e munizioni e per violazioni legate alla cattura di specie protette.
In Valcamonica
Il primo intervento è scattato ad Artogne, dove i militari del reparto operativo Soarda (Sezione operativa antibracconaggio e reati a danno degli animali), affiancati dai Carabinieri forestali di Brescia, hanno effettuato un servizio di osservazione in un fabbricato rurale. Qui hanno sorpreso il 51enne del posto, già gravato da precedenti specifici e senza licenza di caccia né porto d’armi. Nel sottotetto di un rudere adiacente all’abitazione nascondeva un fucile monocanna calibro 8 e 22 cartucce. Durante le verifiche sono stati trovati anche due pettirossi e uno scricciolo morti, specie particolarmente protette, oltre a due trappole a scatto del tipo «Sep» e una rete per la cattura degli uccelli.
Valle del Garza
Il secondo arresto è avvenuto a Nave, dove i Carabinieri hanno verificato la posizione del 59enne. L’uomo, senza licenza di caccia e già destinatario dal 2007 di un provvedimento prefettizio che gli vietava di detenere armi, aveva in casa due doppiette non denunciate e 246 cartucce, cinque delle quali a palla unica. Nel congelatore i militari hanno inoltre trovato tre pettirossi e un fringuello morti.
Materiale sequestrato
L’operazione ha portato complessivamente al sequestro di tre fucili, 268 cartucce, due trappole a scatto, una rete per la cattura dell’avifauna e sette uccelli morti appartenenti a specie protette.




