Bozza di sentenza agli atti 15 giorni prima dell’udienza: caso al Csm

Il caso della bozza di sentenza trovata agli atti dell’inchiesta 15 giorni prima dell’udienza al Tribunale di Sorveglianza di Brescia approda al Consiglio superiore della magistratura. Il consigliere laico Enrico Aimi ha annunciato la richiesta di apertura di una pratica, dopo quanto raccontato dal Giornale di Brescia, che ha ricostruito la vicenda.
La richiesta sarà ora sottoposta al Comitato di Presidenza del Consiglio Superiore della Magistratura, con l’obiettivo di accertare la veridicità dei fatti e valutare eventuali profili di rilievo disciplinare.
Nel mirino, in particolare, i possibili riflessi sui principi costituzionali del diritto di difesa, del giusto processo e del contraddittorio tra le parti.
«È indispensabile – ha dichiarato Aimi – che ogni procedimento si svolga nel pieno rispetto delle garanzie difensive e dell’imparzialità del giudice, pilastri imprescindibili dello Stato di diritto. Eventuali anomalie dovranno essere approfondite con il massimo rigore e nella piena trasparenza».
L’istruttoria interna al Csm servirà a verificare la correttezza dell’operato dell’ufficio giudiziario coinvolto e, qualora emergano irregolarità, a trasmettere gli atti alle Commissioni competenti per le valutazioni del caso.
La presidente del tribunale di Sorveglianza
Sulla vicenda la presidente del tribunale di Sorveglianza di Brescia Monica Cali spiega di «aver appreso della vicenda dalla stampa e di non conoscere il fascicolo» e assicura: «Si tratta solo di una bozza, sono appunti di un magistrato e garantisco che le decisioni sono ribaltabili e rivedibili. Fa bene l’avvocato ad andare a difendersi e a produrre memorie».
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