Bovezzo, polemiche per il ritardo del cantiere della vasca volano

La vasca volano al parco urbano «2 aprile» di Bovezzo resta un’opera strategica per la sicurezza idraulica, ma il cantiere procede con tempi più lunghi rispetto alle previsioni.
L’interrogazione
Il tema è approdato in Consiglio comunale, dove la minoranza di centrodestra ha acceso i riflettori sullo stato di avanzamento dei lavori con un’interrogazione firmata da Silvia Pesenti. Al centro del confronto la realizzazione del bacino artificiale sotterraneo destinato a gestire le acque piovane durante i temporali più intensi, accumulandole temporaneamente per poi rilasciarle in modo graduale, così da alleggerire la pressione sulla rete fognaria e ridurre il rischio di allagamenti per abitazioni e attività produttive.
Proprio l’importanza dell’intervento ha spinto l’opposizione a chiedere chiarimenti puntuali sul cronoprogramma, alla luce dei ritardi registrati negli ultimi mesi, sollecitando una previsione aggiornata sulla conclusione dei lavori e una ricognizione delle criticità emerse nel corso del cantiere.
La situazione
A fare il punto è stato l’assessore ai Lavori pubblici Antonio Bazzani, che ha confermato lo slittamento delle scadenze iniziali: il termine, fissato in un primo momento al 23 febbraio e poi rinviato a marzo, è stato ulteriormente aggiornato.
«L’avanzamento del cantiere è monitorato – ha spiegato l’assessore –, e le ragioni dei rallentamenti sono state valutate e validate dagli organi tecnici che stanno seguendo l’iter». Tra i fattori che hanno inciso maggiormente ci sono le condizioni meteo, con precipitazioni abbondanti che hanno reso più complesse le operazioni di scavo, ma anche le caratteristiche del terreno argilloso e la profondità degli interventi, che arrivano fino a circa tre metri. A ciò si sono aggiunti interventi imprevisti legati alla gestione dei sottoservizi e ad alcune lavorazioni sulla rete elettrica nell’area interessata dal cantiere.
Negli ultimi giorni, tuttavia, i lavori hanno ripreso ritmo e l’Amministrazione ha indicato una nuova data per la conclusione: il 5 maggio. Una scadenza che – è stato assicurato in aula – resta compatibile con il termine del 30 settembre fissato per il mantenimento dei finanziamenti statali.
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