Accanto ai malumori e alle proteste di alcuni proprietari sul cantiere del nuovo acquedotto della Valtrompia, a Bovegno, si aggiunge anche una contestazione di natura ambientale. Il caso riguarda i lavori in località Campassi, dove un controllo effettuato nei giorni scorsi dai carabinieri forestali e da tecnici di Arpa avrebbe fatto emergere irregolarità nei materiali utilizzati per realizzare i piani di lavoro sui quali devono operare mezzi e maestranze. Gli accertamenti non sono ancora conclusi e la contestazione non risulta al momento formalmente notificata alla ditta, che sarebbe stata comunque informata di quanto riscontrato.
La questione
Il nodo riguarda materiale proveniente da demolizioni e successivamente riutilizzato: per poter essere impiegato come inerte deve seguire un preciso ciclo di recupero ed essere accompagnato dalla relativa documentazione. Proprio su questo aspetto si concentrerebbero le irregolarità riscontrate durante il sopralluogo. Interpellata sulla vicenda, Acque Bresciane fa sapere che «per quanto ci riguarda non abbiamo alcuna segnalazione».
Rimostranze
Il controllo arriva in un clima già segnato dalle rimostranze di alcuni residenti e proprietari interessati dai lavori. Uno degli abitanti racconta di rapporti difficili fin dalle procedure per acquisire le aree necessarie all’opera: «Sono venuti a portarci via contro la nostra volontà i terreni e la serenità».
La sua famiglia, riferisce, ha dovuto far valere un atto notarile relativo a interventi realizzati dai genitori tra il 1997 e il 1998, sostenendo circa 25mila euro di spese tra avvocati e geometri. Tra i residenti vengono sollevati interrogativi anche sull’impatto del futuro impianto di potabilizzazione previsto nella zona.
L’opera
Il cantiere rientra nel più ampio progetto dell’acquedotto comprensoriale dell’Alta e Media Valtrompia, infrastruttura destinata a creare una rete sovracomunale capace di garantire maggiore sicurezza nell’approvvigionamento idrico, soprattutto nei periodi di carenza.
L’intervento complessivo è articolato in cinque lotti e ha un valore di circa 40 milioni di euro. I primi tre valgono circa 27 milioni e sono sostenuti da fondi Pnrr. I lavori erano partiti nel giugno 2024 e interessano una rete destinata a servire oltre 65mila abitanti della Valle. A Bovegno l’intervento è ancora nella fase degli scavi. Su quanto avvenuto a Campassi dovranno ora essere completati gli accertamenti e chiarita la posizione relativa ai materiali impiegati nel cantiere.



